Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2020  gennaio 12 Domenica calendario


Borgo a 5 euro, si paga l’ingresso

Susan e Marco Vitali, che arrivano dalla vicina Morbegno, sono innamorati di questo angolo di lago. «Ci veniamo spesso, anche ogni quindici giorni. Quello è il nostro posto preferito» e indicano un sedile sopra il minuscolo approdo. Poi riconosco il sindaco di Dervio, a cui appartiene il borgo di Corenno Plinio. «È vero che vuole mettere un biglietto di ingresso? Cinque euro? Non le sembra un po’ troppo, abbiamo anche quattro nipotini...».
Il primo cittadino Stefano Cassinelli l’aveva promesso in campagna elettorale. Eletto a maggio alla guida di una lista civica (che strizza l’occhio al centrodestra), adesso è passato all’azione. «Il ticket d’ingresso sarà introdotto dal 29 marzo. Non so se saranno cinque euro, la cifra sarà stabilita dal gruppo di lavoro sul turismo. Credo che debba diventare un museo a cielo aperto, va valorizzato ma servono risorse, e le amministrazioni non ne hanno a sufficienza. In questo modo ne guadagneranno tutti, soprattutto la piccola comunità di Corenno».
I residenti della parte storica, sotto piazza Garibaldi, una trama di case e scalini in pietre e ciottoli, sono appena 16. Raffaella Aiuto vive qui da 75 anni, da quando è nata, è non ha timori a dire come la pensa. «Siamo pochi ma non tutti d’accordo, quattro gatti e sette serpenti. Il ticket? A me non convince. Si sentono tante voci, tante opere da realizzare. Questo posto è bellissimo ma non va stravolto. Va invece migliorato, così com’è non so quanti pagherebbero per vederlo».
Il sindaco Cassinelli concorda che c’è ancora molto da fare, spiega che proprio per questo è costretto a fare cassa chiedendo un obolo ai turisti. «Se ne arriveranno diecimila, saranno circa cinquantamila euro. Ma io penso che possano essere molti di più. Dobbiamo però fare conoscere a tutti questo gioiello». Ex giornalista, appassionato di storia, direttore del vicino Forte di Montecchio, punta molto sulla comunicazione. «Abbiamo già stanziato 78 mila euro. Metteremo cartelli esplicativi, indicheremo percorsi a tema, sarà possibile fare anche un tour virtuale con dei visori, tutto incluso nel biglietto. In una prima fase ci saranno dei volontari, ma speriamo di poter fare presto anche dei contratti ai giovani».
Corenno è un paesino medievale a picco sul lago costruito su un insediamento romano. Ci sono esattamente 493 gradini, fatti in salita e discesa giustificano il titolo di «borgo dei mille gradini». «Suona bene anche in inglese: one thousand steps village – si esalta il sindaco —. Il 60% dei turisti sono stranieri, due volte alla settimana arrivano qui due pullman di inglesi. È giusto che paghino, e che noi possiamo offrirgli più servizi».
Attualmente c’è solo un ristorante sulla provinciale in alto. Nei progetti sono previste nuove attività, come un chiosco con tavolini dove adesso sono messe a riparo una mezza dozzina di barche. Una coppia di Sondrio in gita ne sarebbe felice. «Siamo disposti anche a pagare se serve a proteggere quest’opera d’arte».
Corenno un tempo era un villaggio fortificato nato attorno al castello dei conti Andreani. L’ultimo discendente abita ancora in quel che resta, le antiche mura e una nuova costruzione semplice e geometrica con una vista pittorica. «L’idea del biglietto mi lascia perplesso – confessa Angelantonio Marietti Andreani —. Temo che le visite diminuiranno. In più chi viene qui cerca qualcosa di diverso dai soliti percorsi, non credo che sia un luogo adatto al turismo di massa».
Il sindaco Cassinelli non arretra. «Non stiamo costruendo un grattacielo. Se fra due anni ci rendiamo conto che non funziona, si torna indietro. Nel frattempo questo posto ne avrà guadagnato comunque». E prova a convincere anche gli habitué come i coniugi Vitali. «È vero, pagare ogni volta è troppo. Studieremo un abbonamento».
(ha collaborato Barbara Gerosa)