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 2019  dicembre 03 Martedì calendario


A un anno scoppia la tentazione dello smartphone

Smartphone e tablet fanno la loro comparsa nella vita dei bambini molto presto. In due casi su 10 imparano a maneggiarli nel primo anno di vita, prima di camminare. Tra i tre e i cinque anni, poi, se molti hanno difficoltà di linguaggio, in otto casi su 10 hanno abilità tali nel destreggiarsi tra pagine web e filmati multimediali da fare invidia ai nonni.
A fare questa «foto» è stato, a Roma, il convegno «Shaping the Future of Pediatrics», con esperti a confronto sulle innovazioni pediatriche e sul tema dell’uso e abuso dei dispositivi digitali in tenera età. Una tendenza in accelerazione, anche per i comportamenti errati degli adulti. «Molti utilizzano smartphone e tablet come "pacificatori": sono proprio mamma e papà i primi a stare troppo connessi e i bambini sono ottimi imitatori», avverte Elena Bozzola, pediatra dell’ospedale Bambino Gesù di Roma e segretario della Società Italiana di Pediatria.
Per educare i più piccoli ai comportamenti corretti la Società ha quindi emanato una serie di linee-guida. Prevedono l’astensione dall’uso di smartphone e tablet al di sotto dei due anni, l’uso fino a un’ora al giorno tra i due e i cinque anni e fino a massimo di due ore al giorno tra i cinque e gli otto. E i dispositivi non dovrebbero mai essere usati durante i pasti o prima di andare a dormire. «Dopo un’analisi della letteratura scientifica abbiamo concluso che prima dei due anni non apportano alcun tipo di beneficio e, anzi, possono mettere a rischio salute e corretto sviluppo. A partire dai tre anni, invece, esistono app e contenuti utili ai processi di apprendimento».
Le applicazioni più indicate sono quelle che insegnano i colori, la matematica o le lingue straniere o, ancora, le app creative, come quelle per disegnare. Ma, in tutti i casi, è necessaria la presenza dei genitori, che devono guidare l’apprendimento e valutare l’adeguatezza dei contenuti digitali.
Ancora più complesso, tuttavia, è il rapporto con il digitale nell’adolescenza, tra gli 11 e i 17 anni: si consiglia di imporre limiti e regole chiare, da rispettare sempre, come il divieto di utilizzare i dispositivi a tavola, prima di dormire o quando la famiglia è riunita. E «stop» durante i compiti, a meno che non siano di ausilio allo studio.