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 2019  novembre 16 Sabato calendario

Intervista a Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini

È un incontro raro e coinvolgente con 170 anni di storia del teatro, l’appuntamento con Anna Maria Guarnieri e Giulia Lazzarini, 85 anni entrambe, che saranno in scena come Martha e Abby Breester in Arsenico e vecchi merletti di Joseph Kesserling con regia e produzione di Geppy Gleijeses. Un popolare testo statunitense del 1941 su due sorelle caritatevoli che offrendo vino al sambuco corretto con arsenico agevolavano la dipartita di persone infelici. C’è stato un noto film di Frank Capra, e da noi allestimenti di Morelli-Stoppa nel 1945, e di Mario Monicelli nel 1992. La tournée del lavoro attuale parte il 28 novembre a Forlì e farà tra l’altro tappa al Quirino di Roma dal 7 gennaio, alla Pergola di Firenze dall’11 febbraio, e al Piccolo Grassi di Milano dal 18 marzo.
L’età ha i suoi vantaggi, per due primattrici milanesi di grande nome e carriera come voi...
Guarnieri: «Ci separano solo sei mesi: io del 20 agosto 1934, tu Giulia del 24 marzo. È vero, grazie anche all’anagrafe veniamo trattate come gioiellini. Contente di lavorare l’una con l’altra».
Lazzarini: «Il regista Geppy Gleijeses è stato gentile, ci ha convocate assieme. Una di fronte all’altra abbiamo acconsentito subito. Mostrando poi passione e disciplina. Io ho visto il Dvd del film di Capra, ben congegnato...».
Guarnieri: «A me è parso un po’ sopra le righe. Guardandoci indietro, ti ricordi, Giulia, di quando per un provino e per aver sostituito te in una cosa di Wilde alla tv io m’assentai dalla scuola del Piccolo e Paolo Grassi mi cacciò per grave indisciplina? Una porcata, poi io e lui facemmo pace...».
Lazzarini: «Io m’ero formata al Centro Sperimentale a Roma, facevo annunci e prosa che non si trasmetteva in tv, fui presa per una Rosa tatuata cui poi Visconti rinunciò, mi rifeci col Tartufo di Benassi...».
Guarnieri: «E io debuttai nel ’53 a 19 anni con Luigi Cimara, recitando con lui e Enrico Maria Salerno.
Dopo dieci giorni di prove volevo rinunciare, ma Salerno mi imbeccò battuta per battuta, e mi convinsi.
Si girava anche per sei mesi. Io e te ci conoscevamo, senza il tempo d’essere amiche».
Nello stesso periodo faceste un salto in strutture prestigiose...
Lazzarini: «Dopo aver preso buche nelle audizioni al Piccolo Teatro, mi richiamarono perché Strehler mi voleva in Arlecchino servitore di due padroni.Cominciò il sodalizio più duraturo della mia vita».
Guarnieri: «Io fui accolta nella Compagnia dei Giovani. Garantì per me Rossella Falk, chiamandomi "sta caruccia". Durò 8 anni, ma le regie di De Lullo erano troppo rigorose: avevo bisogno d’andare allo sbaraglio. Con un telefono a gettoni chiamai al Quirino Albertazzi/Amleto chiedendogli se potevo fare Ofelia con la regia di Zeffirelli. Sostituii Virna Lisi che era incinta. Poi sono anche andata al posto tuo, Giulia, che desti forfait, già scritturata, per il ruolo di Giulietta».
Lazzarini: «Ci rimpiazzavamo.
Abbiamo anche recitato assieme nel 1976 nello sceneggiato tv Il figlio di due madri che Ottavio Spadaro trasse da Bontempelli. Poi tu, Anna Maria, hai avuto più strade. Io incontrai Calindri e Bosetti, ma sono rimasta legata al percorso con Giorgio Strehler culminato con Cechov, Ariel della Tempesta,Winnie di Giorni felici, Elvira, Faust... ».
La maturazione di Guarnieri si misura con Missiroli, Ronconi e Castri, la sensibilità di Lazzarini è poi affidata al regista-marito Carlo Battistoni...
Guarnieri: «Missiroli è stato non vistoso ma elegante. Ronconi era un genio assoluto, mi ha insegnato a guardare oltre le parole: complicato da seguire, leonardesco. Castri era strutturale».
Lazzarini: «Carlo, assistente di Strehler, m’ha guidata in rielaborate edizioni di lavori importanti, e in ulteriori scoperte».
Anna Maria ha sposato un attore, Giulia un regista...
Guarnieri: «Luciano Virgilio è un compagno delizioso, straordinario, gentile, leggero».
Lazzarini: «Carlo aveva con me uno spirito solidale, e dopo la sua scomparsa sono tornata in trincea, uscendone col Teatro di Roma per Emilia di Tolcachir, e con Mia madre di Nanni Moretti».
Come affrontate "Arsenico e vecchi merletti" di Kesserling?
Guarnieri: «La mia Martha è una figura docile, introversa, guardinga, specializzata in miscugli velenosi».
Lazzarini: «La mia sorella è più brillante. Ma non pensiamo di somministrare coscienti eutanasie. Io e lei siamo convinte di dare la pace ai nostri inquilini problematici, senza fare nulla di malvagio. Come se fossimo tutti e due angeli, o colleghe complici nel dare alla gente un atto d’amore».