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 2019  novembre 16 Sabato calendario

Capelli come segno di potere

Parola d’ordine: power hair. Ma il Financial Times preferisce «Bhe» acronimo di «Big hair energy», cioè un volume carico di energia. In pratica, cotonature, taglio e piega sono proporzionali alla potenza e alla visibilità. Forse è stata Hillary Clinton, first lady dal ‘93 al 2000, segretario di stato dal 2009 al 2013, a scrivere l’equazione tra capelli e potere (nel 2015 aveva fatto bloccare gli ingressi di un centro commerciale per godersi le cure del John Barrett Salon, a 600 dollari!). 
Influenze televisive
Forse è stata l’influenza delle serie tv ( Scandal, House of Cards), ma il messaggio è questo: le donne che contano per meriti personali o per proprietà transitiva (mariti) devono esprimere sicurezza anche con lo styling. Morbido e voluminoso, o semplice ma curatissimo come il bianco glossy snob della «banchiera» Christine Lagarde. 
O come il raccolto di Alexandria Occasio-Cortez, millennial candidata alle primarie dem di New York. 
La piega più classica, considerata out in passerella, è in altri mondi un segnale di lusso, di alta manutenzione. 
Cosa ti passa per la testa
La psicologa della moda Paola Pizza nei suoi corsi spiega che esiste un modello di comportamento diverso, se consideriamo la nostra identità più sociale che personale: «I capelli sono un linguaggio. 
Una pettinatura trasmette tenacia, rispetto, appartenenza». Non a caso Haircos organizza master di trico-psicologia per parrucchieri (che imparino a sentire che cosa passa per la testa delle loro clienti). 
Alza il volume
Quella che prende le cose sul serio è Brigitte Macron: spende 5.200 euro al mese (60mila l’anno) tra taglio, colore, piega, extension, e la cifra ha suscitato vivaci polemiche. Ma il risultato è un caschetto biondissimo e vaporoso che rispecchia secondo il Telegraph il «volume» della sua influenza. 
Altro caso: Michelle Obama. Da first lady portava un caschetto disciplinato stile Jackie Kennedy, segno di rigore e affidabilità. Un classico. Pensate a Condoleeza Rice, consigliere per la sicurezza nazionale (2001-2005) e poi segretario di Stato con George Bush (2005-2009), prima donna afroamericana a ottenere l’incarico.
In tutte le biografie c’è sempre la stessa foto: capello stiratissimo, ciuffetto sulla fronte e punte in su. Lasciata la Casa Bianca, Michelle ha scritto l’autobiografia Becoming e la sua hairstylist Yene Damtew l’ha convinta a mostrare una parte di sé che il mondo non aveva ancora visto: ricci naturali afro appena sopra le spalle, leggermente scalati, con riflessi più chiari. Ottimo esempio di empowerment.
Lungo phonato
E arriviamo a Melania Trump che sfida ogni clima con il suo lungo phonato e bombato alle radici, mai fuori posto. Merito di Mordechai Alvow, israeliano, che viene dalla musica rock e reinterpreta il suo background in chiave diplomatico-chic. 
Potrebbe competere con lei soltanto Amal Clooney, avvocato per i dritti civili, ammesso che il suo George decida di candidarsi. Ha i capelli mossi, quasi ricci, li stira ma non troppo per mantenere il volume. Si sospettano extension. Risultato: lucide beach waves color cioccolato. Il segreto? Lo conosce l’haistylist londinese Miguel Perez, così bravo che Meghan Markle l’ha voluto in prestito. 
E, visto che siamo dalle parti di Buckingham Palace, ecco Kate Middleton che per il suo scalato si affida a Rossano Ferretti, forbice d’oro. Capelli lunghi, con qualche variante di castano, caldo o freddo, impeccabili, rassicuranti. Da Futura Regina. 
Tredici spazzole
Per le emergenze c’è sempre Amanda Cook Tucker, allevata da Charles Martyn, storico parrucchiere della casa reale. 
Sappiamo, da un’incauta foto postata su Instagram durante un viaggio in Svezia che nel beauty di Kate sono tredici spazzole per capelli, fra tonde e paddle, tre coppie di bigodini, due asciugacapelli, un ferro (Diva Professional Styling Intelligent Digital Argan Tong), la crema da styling Kiehl’s Créme with Silk Groom e la lacca L’Oréal Elnett Supreme Hold Hairspray. 
La foto è sparita subitissimo, ma l’assunto è chiaro: anche se il potere logora, la piega deve essere a posto.