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 2019  novembre 13 Mercoledì calendario

Camilli, il mangia-allenatori

Oggi è sindaco di Grotte di Castro, un comune di 2.500 anime in provincia di Viterbo. Da sempre è un imprenditore, leader nel settore dell’allevamento, ma soprattutto è stato presidente per più di vent’anni. Nelle serie minori prima, in serie B poi con il Grosseto, con cui ha sfiorato la promozione in A. Piero Camilli a 70 anni resta tra i massimi esponenti della congrega dei «mangia-allenatori». Ne ha cambiati più di 50 (esonerati o non confermati), tra cui Allegri, Pioli e Sarri.
«Contando pure Andreazzoli e Semplici, quest’anno mi sono presentato in serie A con cinque allenatori, anche se Allegri non c’era».
Allora conferma la nomea di «mangia-allenatori». Perché ne ha cambiati così tanti?
«Ne ho cambiati parecchi perché sono pochi quelli capaci. Però non direi “mangia-allenatori”, loro hanno mangiato me: li ho pagati tutti. E quelli buoni sono rimasti».
E mica tanto. Allegri lo ha esonerato due volte...
«A Grosseto fece 9 punti in 8 partite, presi Cuccureddu e vincemmo il campionato. Poi Cuccureddu non ha fatto più nulla, Max è uno dei migliori d’Europa, ma a quel tempo era inesperto. Mi stava simpatico, mi dispiacque».
Pure Sarri non ce l’ha fatta. Non confermato. Perché?
«No no, piano. Sarri, non l’ho confermato perché aveva altre ambizioni. Sono contento che sia alla Juve, un gran lavoratore, vive di calcio».
Allegri o Sarri?
«Sarri è un po’ più ruspante degli altri, mi piace, è rimasto com’era. Allegri va in panchina con il cappotto, una volta non lo faceva. Sarri se potesse andrebbe ancora in tuta. E poi ha sostituito Ronaldo: ha fatto vedere che ha gli attributi».
Li sente ancora?
«Allegri dopo Cagliari non l’ho più sentito. Sarri qualche volta, mentre a Pioli ho fatto gli auguri quando è andato al Milan, gli servono perché non ha nessuno che fa gol».
Possibile che la colpa sia sempre degli allenatori?
e perché non puoi mandare
via 24 delinquenti, che in C girano in Jaguar e poi ti pignorano la società Quest’anno in A ci sono cinque miei allenatori...
«Cambi il tecnico per dare una scossa e perché non puoi mandare via 24 delinquenti».
Scusi?
«I calciatori sono i peggiori, dei ragazzini viziati. Gente che gira in Jaguar in serie C e poi ti fa i pignoramenti. Contano soltanto i loro diritti».
È finita la generazione dei presidenti vulcanici: lei, Zamparini. Resiste solo Cellino.
«Vulcanico è un modo democristiano per non dire che uno ha le palle. Se ti fai rispettare sei vulcanico. Cellino è uno capace. Mi piace la gente così, non le gatte morte».
Lei è una sorta di recordman: quanti ne ha cacciati?
«Non direi cacciati, ho interrotto il rapporto. Gli allenatori li mandi via, però nessuno rinuncia a una lira. Mai uno che si dimetta: che, sono matti? Pagati fino all’ultimo, tutti alla Giampiero Ventura insomma. Dopo Italia-Svezia gliel’avrei fatta vedere io».
Il rimpianto?
«Due. Non aver controllato i giocatori che mi hanno venduto le partite. L’altro è non aver preso Rolando Maran, mi piacque umanamente e poi i rossi di capelli so’ tignosi».
Camilli tornerà nel calcio?
«Sì, ma devono riformare la serie C». Gli allenatori possono già tremare.