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 2019  novembre 08 Venerdì calendario


Dopo Google, Rosatom punta al proprio computer quantistico made in Russia

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Il mese scorso la notizia dell’esperimento coordinato da Google con il primo computer quantistico ha fatto il giro del mondo, ha conquistato pagine di giornali e servizi tv: si è aperta una pagina rivoluzionaria per tutto il mondo scientifico, quando quella macchina super tecnologica ha risolto in poco più di tre minuti un’operazione di calcolo su cui un computer tradizionale avrebbe lavorato per diecimila anni.Anche la Russia sta lavorando a un progetto simile. Come ha scritto il quotidiano economico Kommersant, Rosatom ha lanciato un progetto per creare un computer quantistico russo. Il colosso statale dell’energia atomica prevede di stanziare 24 miliardi di rubli (oltre 340 milioni di euro) da qui al 2024 per centrare l’obiettivo. Ekaterina Solntseva, direttore della digitalizzazione di Rosatom, ha spiegato che poco più della metà delle risorse saranno fondi pubblici, mentre la restante parte arriverà dal gruppo e da altre società che saranno coinvolte.
Il progetto segue quanto già fatto nell’ambito del programma federale dell’economia digitale e il direttore del Centro quantistico russo, Ruslan Yunusov, prevede di creare quattro tipologie di computer quantistici. Il poker di soluzioni Made in Russia si differenziano per il numero di qubit, le unità fondamentali dei futuri computer quantistici: saranno comprese tra 50 e 100. Finora la Russia è riuscita a creare sistemi costituiti da due qubit, mentre i dispositivi che si stanno sviluppando in Europa e negli Stati Uniti sono costituiti da 50-70 qubit.
La produzione dei processori quantistici russi, tuttavia, inizierà da zero e alcuni componenti potranno essere acquistati all’estero. Uno dei primi obiettivi di Rosatom è coinvolgere in questo progetto le aziende che potranno sfruttare questa tecnologia, raccogliendo fondi da loro.
A Mosca anche gli scienziati dell’università statale, con l’Istituto di fisica e tecnologia, stanno lavorando a un computer quantistico e anche altre realtà del mondo della ricerca hanno i fari puntati sui computer quantistici. Ora, come ha detto Yunusov, tra le priorità c’è quella di «unire gli sforzi nello sviluppo di software e algoritmi quantistici, di mettere in rete i centri di competenza e lo sviluppo delle varie piattaforme per la creazione di qubit». Il progetto prevede di formare uno spazio informativo unificato per chi lavora in questo campo, cercando di coinvolgere più ricercatori e attirare scienziati di talento, anche dall’estero, per poi lanciare anche nuove startup. Insomma, dietro il programma di Rosatom si sta sviluppando un vero e proprio consorzio quantistico russo con l’obiettivo di garantire la competitività del Paese guidato da Vladimir Putin in molti campi tecnologici. In particolare, la Russia pensa di impiegarli per studiare il comportamento di molecole complesse per lo sviluppo di nuovi farmaci e materiali, per analizzare i big data o ancora per risolvere intricati compiti logistici.