Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2019  novembre 10 Domenica calendario

Per chi tifavano i napoletani quando Maradona giocò contro gli azzurri?


Caro Aldo,
sto leggendo Naploitation, il saggio di Marco Demarco. Mi ha molto incuriosito il capitolo su Sorrentino e la semifinale di Italia ’90 al San Paolo, Italia-Argentina. Ma è così impossibile stabilire per chi hanno tifato i napoletani quella sera?
Fabio Russo, Roma Caro Fabio,
riassumo per i lettori la questione. In un’intervista al Corriere, Paolo Sorrentino raccontò di aver tifato Napoli, «come tutto lo stadio», per amore di Maradona. Demarco cita però un nostro bravo giornalista, Gianluca Abate, che invece testimonia il contrario: il San Paolo tifava Italia; e a suo sostegno porta i video su Youtube in cui si vedono striscioni pro-azzurri e si sentono fischi quando Maradona sta per calciare il suo rigore (l’Argentina ci eliminò appunto ai rigori). Un altro che in quella notte magica c’era, il mio amico Mimmo Noè, figlio del maresciallo dei carabinieri di Soccavo dove si allenava il Napoli di Maradona, sostiene che le tribune tifassero Italia, e le curve Argentina.
Ovviamente la questione non è solo calcistica. Demarco la evoca per sostenere la sua tesi: ai napoletani piace recitare la parte dei napoletani; per cui tendono a raccontare che il San Paolo tifava Maradona pure contro gli azzurri, anche se non è vero. Ma se invece fosse vero, anche solo in parte? Sarei curioso di sapere quel che ne pensa il Napolista, uno dei migliori siti sportivi italiani.
La mia idea, gentile Fabio, è che il cuore dei napoletani fosse diviso. Come quello di capitan Bruscolotti, che un giorno negli spogliatoi con le lacrime agli occhi si tolse la fascia e disse a Maradona: «La vedi questa fascia? È la cosa a cui più tengo al mondo. Sono napoletano, e fare il capitano del Napoli è stato l’orgoglio della mia vita. Ma io questa fascia la voglio dare a te, Diego. In cambio però ci devi fare vincere lo scudetto». Il finale è noto.
In ogni caso, Napoli è oggi – nel bene e nel male – la vera capitale d’Italia, il luogo dove le virtù e i vizi nazionali sono elevati a potenza, la Washington DC della nostra cultura materiale. Non solo pizza, spaghetti, Gomorra e ‘O sole mio; Totò, Eduardo, Elena Ferrante, Pino Daniele. All’estero pensano l’Italia come un’immensa Napoli. Quelli che accolgono i tifosi napoletani con striscioni tipo «Benvenuti in Italia» non hanno capito niente. Proprio come i neoborbonici quando parlano di «conquista piemontese».