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 2019  novembre 08 Venerdì calendario


Renzi fu ingaggiato dall’azienda della Difesa francese

Altran Group, un’azienda francese della Difesa che lavora in Italia, ha ingaggiato Matteo Renzi per un convegno. Però i soldi non sono transitati sui conti dell’ex premier – e dunque sfuggono ai controlli sulla trasparenza dei politici – ma sono finiti a un’associazione culturale.
Renzi è a suo agio più col francese che con l’inglese. Il 19 giugno scorso era all’Air Show di Parigi, il rinomato Salone dell’aeronautica militare e civile, con i galloni di ex premier italiano, senatore semplice di Firenze, ancora nel Pd e perciò capo di una minoranza di un partito di opposizione. Ha interloquito in francese nei convenevoli con i dirigenti di Altran Group, multinazionale di consulenza e ingegneria nei settori del- l’aerospazio, ma è intervenuto in inglese, per ragioni di protocollo, al dibattito su tecnologia e geopolitica nel padiglione per le conferenze degli stessi francesi di Altran Group con la moderatrice Annalisa Chirico, giornalista inserita in plurimi ambienti. Così la delegazione italiana, in missione all’Air Show Parigi, per difendere l’industria italiana, in perenne e feroce concorrenza con i francesi, avrà notato l’inopinata presenza di Renzi, schierato nell’altro campo. Quello dei rivali.
Adesso Altran Group ha un interlocutore privilegiato nel governo italiano che quel giorno di giugno fu invitato per “rispondere a dieci domande su quesiti globali”, si presume in veste di oratore. Perché le leggi contro la corruzione, come precisa Altran Group, società quotata in Borsa, impediscono di finanziare movimenti o esponenti politici. Renzi fa sapere al Fatto che non ha ricevuto denaro da Altran Group, ma che l’evento era gestito da un’associazione culturale che porta il nome di Giovanni Spadolini, repubblicano, fiorentino, giornalista e storico, direttore del Corriere, primo ministro, presidente del Senato, senatore a vita. Il professor Cosimo Ceccuti, che custodisce il pensiero dello studioso Spadolini con l’omonima Fondazione, l’unica associazione riconosciuta, smentisce ogni legame con un salone di velivoli che sganciano bombe: “Noi non c’entriamo con le armi e discutere di ciò mi fa sorridere. Il nostro rapporto con la Francia si limita a una mostra su Napoleone, assai amato da Spadolini. Io non dispongo del censimento di ciascun gruppo che si rimanda alla memoria di Spadolini, ma se fosse di una certa rilevanza, le garantisco, l’avrei captato”. L’azienda francese conferma la nostra ricostruzione e sull’ingaggio di Renzi spiega: “Altran gli ha proposto, in quanto ex primo ministro, una discussione su ‘dieci domande su questioni globali: i dieci maggiori rischi in campo tecnologico e geopolitico nel 2020’. Altran Group ha pagato un gettone una tantum all’associazione che ha gestito la partecipazione di Renzi allo stand di Altran. È la sola relazione con Renzi”. Nel novembre 2014, ai tempi di Chigi, Altran Group era a un tavolo della cena di raccolta fondi del Pd per una spesa “inferiore a 1.000 euro”. Nessuno svela il compenso per Renzi, che spiega al Fatto di non esser mai stato pagato da aziende, ma sempre – come avvenuto in oltre 50 occasioni in giro per il mondo – da agenzie specializzate o associazioni che organizzano tale tipo di incontri.
Il gigante Capgemini ha avviato un’offerta pubblica di acquisto amichevole dei connazionali di Altran Group, un’operazione da 3,6 miliardi di euro per creare un’azienda di 17 miliardi di fatturato e oltre 250mila dipendenti. Pure Renzi spesso discetta di fusioni di società a controllo statale, come per Fincantieri che fabbrica navi da crociera e da guerra e Leonardo (ex Finmeccanica) che si occupa di aerospazio civile e militare.
Il 17 settembre l’ex premier Renzi ha lasciato il Pd con una lunga intervista, una sorta di testamento anche sentimentale di un politico che ha raggiunto per due volte la segreteria del Nazareno e guidato l’Italia per mille giorni. Non è riuscito, però, a non cedere all’ossessione di suggerire il futuro di Leonardo e Fincantieri: “Non sono interessato a mettere il naso nelle nomine, ma voglio dire la mia sulla strategia. Perché continuiamo a tenere divise Leonardo e Fincantieri? Non rischiamo di farci mangiare da partner europei che investono più di noi sullo spazio e sulla difesa?”. Al contrario, gli amministratori delegati Alessandro Profumo di Leonardo e Giuseppe Bono di Fincantieri sono convinti che “unirsi sia un limite”. Ai francesi, semmai, farebbe piacere assistere a una contrazione di Leonardo e Fincantieri. C’è da sperare, dicono i più maliziosi, che Renzi non abbia trovato ispirazione nella trasferta parigina. Un paio di anni fa, durante il governo di Gentiloni, Altran Group ha tentato di acquistare l’italiana Next, ma Palazzo Chigi l’ha bloccata con il golden power, i poteri speciali, per “assicurare la tutela degli interessi nazionali della difesa e della sicurezza”. E Leonardo non collabora più con Altran per attività sensibili che richiedono il nulla osta sicurezza. A quale titolo, allora, Renzi viene ospitato da Altran e poi si esercita su Leonardo e Fincantieri?