Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2019  novembre 08 Venerdì calendario


Alena Seredova nacque coperta di squame

Alena Seredova conosce Giovannino, l’ha preso in braccio, l’ha portato a spasso in passeggino: «È vispo, super sveglio. Non ha problemi cognitivi, è solo un bimbo che avrà sempre bisogno di cure speciali, ma mettendoci il cuore si può fare tanto e tutto». La modella, che vive a Torino da quando vi si trasferì con l’ex marito Gigi Buffon, frequenta spesso la terapia intensiva infantile dell’ospedale in cui è ricoverato il bimbo affetto da Ittiosi Arlecchino: «Dal 2005, sono testimonial della Onlus Crescere Insieme al Sant’Anna, ora stiamo preparando la vendita di beneficenza natalizia – spiega —, il primario di Neonatologia Daniele Farina è anche il pediatra dei miei due figli». È così che a settembre ha conosciuto Giovannino: «È stato un momento molto forte. Si capisce che è una patologia dolorosa, con la pelle che si rompe e si piaga. Lui però stava bene, perché lo tengono unto con sostanze emollienti, lo curano con amore. Per cui, quando è stato con me, era tranquillo, sorridente. Non ha mai pianto». La mente è andata subito a un ricordo di famiglia: «A Praga, quando sono nata, i medici pensavano che avessi l’ittiosi anch’io. Non era vero, ma papà ricorda sempre che, quando mi vide, tutta coperta di squame, per lo spavento fece un salto, poi cominciò a piangere: gli avevano detto che sarei rimasta co-sì per sempre». Per fortuna era un falso allarme: «Ero solo nata con la pelle tanto secca perché ero stata troppo in pancia. Mi curarono per una settima-na come fanno oggi con Giovannino: ungendomi per dare sollievo alla pelle. Che poi fece una specie di muta e non ho mai più avuto problemi». Alena augura al bimbo di trovare una famiglia. Tornerà a trovarlo, «con la speranza di non fare in tempo per-ché qualcuno l’ha già chie-sto in affido o adozione».