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 2019  novembre 07 Giovedì calendario


La politica di Kim non fa più figli

La Corea del Nord fa i conti con una nuova emergenza: la diminuzione delle nascite. Una dinamica che resta, per volontà del regime, avvolta dal segreto di Stato. Nella difficoltà di conoscere esattamente la situazione nordcoreana, preclusa in buona parte all’estero e fortemente controllata all’interno, faticano infatti ad emergere i dati riguardanti la popolazione e le tendenze demografica in corso nel Paese. Dati e stime recenti evidenziano, tuttavia, situazioni in parte specifiche e in parte simili a quelle di molti altri Paesi. Insieme concorrono a una brusca (e allarmante) frenata delle nascite. Analisi provenienti in gran parte dall’estero individuano in 25 milioni la popolazione nordcoreana, in pratica la metà del “vicino” Seul che però ha un territorio del 20 per cento inferiore a quello di Pyongyang. Di conseguenza, al di là delle condizioni ambientali, a determinare la diversa densità di popolazione sembrano essere soprattutto la differenza di regime e le conseguenti scelte economiche e sociali.
Un censimento previsto nel 2018 è stato cancellato dopo che il Sud ha ritirato i fondi necessari per timore di contravvenire alle sanzioni internazionali verso il Nord. Di conseguenza, i dati ufficiali fanno riferimento al 2008, quando avevano segnalato 24 milioni di abitanti. Un dato che molti analisti ritengono gonfiato dal governo per nascondere gli effetti delle carestie che tra il 1994 e 1998 avrebbero ucciso fino a un milione di nordcoreani, colpendo in modo più o meno grave con danni dovuti a malnutrizione oltre un terzo degli abitanti. Una contingenza che contribuisce a spiegare oggi, insieme alla povertà diffusa e a un costo della vita in incremento l’attuale crescita limitata della prole tra la popolazione.
La situazione preoccupa il regime, anche perché si confronta con consistenti incentivi promosso per la maternità. Ciononostante, le nascite si fanno sempre più rare e le Nazioni Unite indicano in 1,9 figli per donna fertile la media attuale, al di sotto quindi di 2,1 necessari (e ormai irraggiungibili in molte aree del mondo) per stabilizzare la popolazione. Un tasso però decisamente alto ancora, arispetto al Sud in cui si è scesi a quota di 0,9. In mancanza di elementi che incentivino nuove nascite, la popolazione della Corea del Nord arriverà quindi al suo culmine nel 2044 per cominciare poi la discesa. Nella Corea del Sud il processo sarà anticipato di un ventennio, ma qui l’accoglienza di immigrati potrà almeno rallentare la discesa, motivata da disaffezione per i rapporti stabili, da incentivi inadeguati per le famiglie, dai costi crescenti, dall’incertezza occupazionale. Una possibilità remota nella Corea del Nord di Kim Jong-un.