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 2019  novembre 05 Martedì calendario

Diritto & Rovescio

Il sindaco è un politico sovente a contatto con i cittadini, di cui la stampa locale parla inevitabilmente tutti i giorni. È perciò inevitabilmente molto noto. Quindi rischia di avere la meglio su tutti coloro che si candidano a sostituirlo. Da qui la necessità di mettere un limite ai suoi mandati consecutivi. Altrimenti resta in carica fino alla sua estinzione. E una democrazia senza possibile alternanza, non praticabile in concreto, non è una vera democrazia. In Francia, ad esempio, più di un sindaco su tre è in carica da più di 18 anni. E ce n’è uno (quello di Crèteil) che è sindaco da 61 anni. E non vuol schiodarsi. L’Italia (almeno in questo) è più avanti. Da noi un sindaco non può fare più di due mandati e, mentre il premier non può liberarsi di un ministro incompetente, un sindaco può licenziare su due piedi un assessore che non funziona. Inoltre c’è una legge elettorale comunale a doppio turno che garantisce una giunta stabile. Il metodo ha funzionato. Ecco perché non lo si applica al Parlamento.