ItaliaOggi, 5 novembre 2019
Parigi, troppo successo nei musei
Prenotazioni online, prevendita di biglietti con data e orario non cambiabili, biglietti a tempo, visite scaglionate, percorsi per vip, aumento delle porte di accesso ai musei, tempi di visita cronometrati e perfino il tapis roulant, come in aeroporto, per i visitatori della torre di Londra che vogliono vedere da vicino le corone dei re d’Inghilterra e i loro gioielli. E perfino giocare la carta dei falsi o delle copie per diffondere l’arte fuori dai musei, nelle periferie e nelle zone rurali. Sono tutti i sistemi che i musei stanno mettendo in atto per gestire l’affluenza record di visitatori e vincere la sfida del sovraffollamento, ma è dura. Del resto, i musei sono spronati dai poteri pubblici a aumentare le entrate, visto anche il costo, molto oneroso, per organizzare le esposizioni: fino a un miliardo di euro quella dedicata a Tutankamon, il tesoro del faraone, a La Villette, che ha registrato un exploit di visitatori: 1,4 milioni di spettatori in sei mesi. La vendita dei biglietti rappresenta il 35,2% del bilancio del Louvre e il 13,4% di quello del Centre Georges Pompidou.Nel 2018, il Louvre ha raggiunto la cifra record di 10,2 milioni di visitatori, aumentati del 25% sul 2017. «Non c’è turismo senza museo, senza selfie davanti ad un’opera d’arte. Quello che conta oggi è la qualità dell’esperienza del visitatore», ha detto a Le Monde il direttore di uno maggiori musei del mondo, Jean-Luc Martinez. Per lui il turismo è un fenomeno sociale del XXI secolo da non considerare come un flagello quanto piuttosto come un’opportunità. Per fare fronte all’affluenza record di visitatori i musei devono adeguarsi e sempre di più ricorrono alle prenotazioni online. Ma non basta.
Come canalizzare flussi così importanti di pubblico? Questa è la questione centrale. I musei ricorrono anche a degli specialisti della meccanica dei fluidi, come si fa per le stazioni e per gli aeroporti. Moltiplicare gli accessi e le porte di ingresso (nonostante le misure di sicurezza imposte dal piano cosidetto Vigipirate, in Francia) permette di ridurre le code. Per fluidificare l’accesso attraverso la Pyramide, il direttore del Louvre, Martinez, pensa a due nuove entrate: corte Lefuel e nel giardino de l’infante.
Il Louvre ha cominciato due anni fa a utilizzare la prevendita dei biglietti, quando ci fu l’esposizione dedicata al pittore olandese Vermeer, nel 2017. Ora, per la grande mostra su Leonardo da Vinci (fino al 24 febbraio 2020), in occasione dei 500 anni dalla morte del genio italiano, il museo parigino ha aperto le prenotazioni in Internet ben quattro mesi fa. Il Centre Georges Pompidou (3,5 milioni di visitatori nel 2018) ha proposto, per la prima volta, biglietti con data e ora per la mostra sul pittore britannico Francis Bacon che si terrà fino al 20 gennaio 2020. «Abbiamo facilitato il sistema dando la possibilità di prenotare sul posto. Invece di tre code se ne fa una soltanto, al sesto piano, e i tempi d’attesa non superano la mezz’ora, ha detto a Le Monde, Serge Lasvignes, direttore del Beaubourg.
Alla Tour Eiffel (6 milioni di visitatori l’anno scorso, tanti quanto la reggia di Versailles), il 50% dei biglietti sono venduti in anticipo a orari non modificabili. La prevendita ha ridotto di trenta minuti i tempi di attesa in alta stagione.
L’inventiva non manca alle istituzioni museali per gestire l’affluenza. Nella torre di Londra, un tapis roulant evita la congestione davanti alle teche dove sono conservate le corone dei re di Inghilterra tempestate di pietre preziose: smeraldi, diamanti. Al museo di belle Arti dell’Ontario, a Toronto, in Canada, un guardiano, cronometro alla mano, accorda sessanta secondi, un minuto esatto, non di più, a quattro visitatori alla volta, per vedere l’installazione dell’artista giapponese Yayoi Kusama.