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 2019  ottobre 21 Lunedì calendario

I rischi dei rapporti con i sex robot

Si chiamano “sex robot” e sono frutto del progresso tecnologico applicati nell’industria del sesso. Un business da milioni di dollari in continua evoluzione legato al mercato dei sex toys, di cui abbiamo pubblicato un approfondito articolo lunedì scorso. E a proposito di evoluzioni, recentemente 3 aziende della Silicon Valley: RealDoll, Lovense e CamSoda hanno unito le proprie specificità per mettere a punto la più sofisticata e complessa versione di sesso a distanza. In pratica, hanno costruito una superbambola con parti anatomiche che si collegano tramite smartphone ai sex toys in dotazione. Gli occhiali per la realtà virtuale completano il quadro, permettendo di immergersi in un ambiente virtuale e di provare le stesse sensazioni di un incontro in carne e ossa. Se il risultato sia all’altezza delle promesse lo lasciamo dire ai suoi pionieri, mentre per quanto riguarda uno degli aspetti etici, secondo uno studio effettuato dall’Università di Helsinki su 432 persone, fare sesso con un robot ci sembra più moralmente accettabile che «frequentare un bordello». E poi ci sono questioni legate a sicurezza e privacy, che meriterebbero risposte urgenti (uno su tutti l’hackerabilità dei sex robot). Al di là di questo, le critiche più comuni riguardano la disumanizzazione dell’atto sessuale e una forma di favoreggiamento della violenza sessuale a danno delle donne. Obiezioni fondate? Lo abbiamo chiesto a Roberta Cacioppo, psicoterapeuta e sessuologa di Milano: «Purtroppo l’utilizzo di questi oggetti ha la seria potenzialità di rafforzare stereotipi di genere dannosi, sia per le caratteristiche della bambola robot alla “nascita”, sia per come può essere riprogrammata dall’utente. Diversi studi hanno dimostrato che la rappresentazione ipersessualizzata delle donne nei media è collegata alle molestie sessuali e all’aumento della violenza sulle donne: ancora maggiori possono essere i danni nel caso di un utilizzo di un robot, per di più se accompagnato da strumenti della realtà aumentata, come i visori». Insomma: c’è chi considera i robot come una minaccia e chi li vede come una potenziale soluzione ad alcuni problemi come la solitudine. Tuttavia il messaggio è che il sesso è una cosa che gli uomini ottengono dalle donne o fanno alle donne, non una cosa vissuta reciprocamente che richiede rispetto. «Queste bambole sono dei computer che non possono avere opinioni o revocare consensi», sottolinea la dottoressa Cacioppo. «Ciò implica un’asimmetria intrinseca di cosa possa essere una relazione affettiva, con un appiattimento sul piano sessuale e con un controllo totale dell’uomo sulla macchina che rappresenta la donna. Questi oggetti evoluti complicano molto la situazione, perché vengono percepiti come dei veri e propri sostituti, al di fuori di una relazione umana». Considerato l’elevato numero di donne che acquistano sex toys, sono risposte che le note aziende di settore dovranno saper dare, pena il rischio di isolamento di individui all’interno del virtuale.