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 2019  ottobre 11 Venerdì calendario


Domande e risposte sulla Turchia e i profughi

• Che cosa prevede l’accordo tra Europa e Turchia sui migranti?
L’accordo fu firmato il 18 marzo del 2016: l’anno precedente circa un milione di migranti erano entrati in Europa passando per la rotta balcanica, a causa della guerra civile in Siria che dura da 8 anni. Bruxelles promise ad Ankara 6 miliardi di euro per trattenere i migranti sul suo territorio. Lo scorso settembre, all’Assemblea delle Nazioni Unite, il presidente turco Erdogan ha accusato la Ue di non aver rispettato i patti e di aver versato solo 3 miliardi. Ma la Commissione ha smentito: alla Turchia sono arrivati già 5,6 miliardi. Nel 2020 l’accordo dovrà essere ridiscusso.



• Quanti rifugiati siriani ci sono in Turchia?
Tre milioni e 600mila: è il Paese che ne ospita di più in termini assoluti, anche se il Libano — dove si stima vivano un milione e mezzo di siriani — è la nazione che ne ospita di più in rapporto alla popolazione.


• Che cosa vuole fare Erdogan?
Creare una zona cuscinetto nel Nord della Siria al confine con la Turchia dove “ricollocare” almeno un milione di siriani, cacciando i curdi spingendoli più a Sud. L’Europa ha condannato l’intervento militare turco: Erdogan ha risposto minacciando di “aprire le porte” ai rifugiati siriani se le operazioni nel Nord della Siria verranno presentate come un’“invasione”.


• Come ha reagito l’Europa?
 L’Europa ha condannato l’azione militare unilaterale turca, ma dipende da Ankare per il controllo della sua frontiera orientale. Dopo le parole minacciose del presidente turco, i ministri degli Esteri di Francia, Italia e Belgio hanno convocato gli ambasciatori turchi nelle rispettive capitali per chiedere spiegazioni. Luigi di Maio ha definito “inaccettabile” il “ricatto” di Erdogan. La Francia, che ha forze speciali impegnati sul terreno in Siria nella caccia ai leader jihadisti, ha chiesto una “riunione d’emergenza” della coalizione internazionale a guida statunitense impegnata nella lotta contro lo stato islamico. La Norvegia e la Finlandia hanno deciso di bloccare le esportazioni di armi verso la Turchia.


• Qual è la posizione dell’Onu?
 Ieri si è riunito a porte chiuse il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I Paesi europei che siedono nel Consiglio — i membri permanenti, Francia e Regno Unito, e quelli di turno, Germania, Belgio e Polonia — chiedono la fine delle operazioni militari in Siria e la ripresa di un processo politico di pace sotto la guida dell’Onu.