ItaliaOggi, 5 ottobre 2019
Fecondazione assistita, donatori di seme a favore dell’anonimato
Nella procreazione medicalmente assistita (Pma) in Francia i donatori di seme sono a favore dell’anonimato. E, dunque, sono contrari a che vengano rese note le origini dei gameti diversamente da quanto viene previsto, invece, dal progetto di legge di revisione della bioetica adottato dall’Assemblea nazionale con 57 voti a favore, 16 contrari e 10 astenuti. L’articolo 3 permetterà, se verrà votato, ai nati da una Pma con donatore di accedere all’identità del loro genitore, cosa che oggi è impossibile. Nonostante la legge non sia retroattiva, un sondaggio ha rivelato che i donatori che in passato hanno donato gratis il proprio seme per aiutare una coppia non fertile ad avere un bambino, l’hanno fatto con il solo intento di aiutarli consapevoli del fatto che l’anonimato era ovvio. Diversamente, sono in molti a dire che non avrebbero fatto la donazione di semi e ovuli. Un funzionario di 56 anni ha raccontato a Le Monde che in passato ha donato il proprio seme consapevole del fatto che non si sarebbe potuto risalire al suo nome e che, un domani, nessun ragazzo o ragazza avrebbe potuto contattarlo. Si considerava soltanto uno strumento, un «rimpiazzo», per aiutare una coppia ad avere un figlio. Un pensiero comune fra i donatori che hanno risposto al sondaggio. Il padre è colui che cresce un bambino, è la convinzione. Ma c’è anche chi, tra i vecchi donatori, ha rivisto il proprio giudizio e ha deciso che accetterà di essere contattato dal frutto della propria donazione ma a precise condizioni. Il progetto di legge prevede che i donatori debbano dare il loro consenso alla possibilità, un giorno, di essere contattati, davanti ad una commissione appositamente dedicata. Inoltre, il ministro della sanità, Agnès Buzyn, ha fatto sapere che i vecchi donatori che vorranno passare al nuovo regime dovranno presentare esplicita domanda.