ItaliaOggi, 5 ottobre 2019
L’allarme per le antenne del 5G resta infondato
C’è chi ha paura del 5G. Fra tecnologia, scienza e leggende metropolitane. E poi c’è chi, come Asstel-Assotelecomunicazioni, l’associazione delle imprese delle telecomunicazioni, rassicura i residenti dei Comuni italiani nei quali, a partire dal luglio del 2022, verranno installate le antenne per l’ultima generazione di connessione mobile ultraveloce.Il 5G, in Italia, scorre su due binari. Quello della politica estera, col responsabile della Farnesina, Luigi Di Maio, che ha rassicurato gli Usa sulla protezione della rete, e quello della sperimentazione sul campo. L’Agcom ha già individuato 120 Comuni per testare la nuova connessione. È nel Lazio che gli abitanti dei paesi interessati, tramite i social, hanno sollevato la preoccupazione per le possibili conseguenze del 5G sulla salute. In particolare in tre centri in provincia di Frosinone: Pico, Santopadre e Trivigliano.
Per il presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni, Pietro Guindam, è stata l’occasione per smentire quelle che, secondo lui, sono maldicenze e dicerie legate al 5G. «Allarmi che possono travisare la situazione reale», ha spiegato Guindam. Che, una per una, ha smontato le teorie che circolano sul web a proposito dei possibili danni del 5G. «L’elenco dei 120 Comuni sarebbe frutto di un sorteggio. Sulle popolazioni interessate sarà condotta una non meglio precisata sperimentazione. Le frequenze utilizzate sarebbero inesplorate. Sarebbero inesistenti gli studi sugli effetti dell’esposizione ai campi elettromagnetici. Conclusione immaginabile di questa escalation fantasiosa: gli abitanti dei 120 Comuni sarebbero cavie umane».
Il presidente di Asstel-Assotelecomunicazioni, dopo le premesse, è entrato nel dettaglio. «Non c’è stato alcun sorteggio per individuare i 120 Comuni: la scelta di Agcom è nata dalla volontà di superare una condizione di isolamento digitale di molte località italiane». Centri nei quali sarà possibile collegarsi al 5G con un contratto stipulato con gli operatori telefonici. «La sola sperimentazione tecnica sarà limitata alle sette città italiane più grandi», ha proseguito Guindam. «L’esposizione ai campi elettromagnetici delle reti 5G sarà soggetta ai limiti definiti dai vincoli di legge vigenti in tutta Italia sin dal 2001, identici ai limiti dei campi elettromagnetici delle reti 4G, 3G e 2G già in funzione».
Lo scorso marzo, alla camera, l’Istituto superiore della sanità ha escluso eventuali rischi per la salute causati dal 5G. «I potenziali pericoli sono ancora più remoti rispetto a quelli connessi all’uso del cellulare», avevano sottolineato gli esperti a Montecitorio. Guindam concorda. «La copertura nei 120 Comuni avverrà con le stesse frequenze a 700 Mhz che già oggi sono impiegate per le trasmissioni televisive e che saranno trasferite in uso agli operatori delle telecomunicazioni».
Nessun rischio neppure per le frequenze millimetriche. «Sono utilizzate in altri campi da anni», ha precisato Guindam, «e sono regolate da normative a tutela della salute umana».