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 2019  agosto 01 Giovedì calendario

La farina di grillo, un mercato in lievitazione costante

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La farina di grillo ha un contenuto proteinico del 69% contro il 43% del manzo secco e il 31% del pollo. In più contiene nove aminoacidi essenziali, oltre a zinco, ferro, potassio, magnesio, sodi, calcio e vitamina B12. Come se non bastasse, funziona anche da alternativa al latte per il suo alto contenuto di calcio e allo stesso tempo ha il vantaggio di un impatto ambientale decisamente ridotto: il grillo necessita di due chili di cibo per produrre un chilo di carne, di cui l’80% è commestibile, mentre la vacca arriva a otto chili per chilo di carne, di cui solo il 40% utilizzabile. Se a tutto questo si aggiunge anche la maggior accettazione culturale come alimento si capisce che sarà proprio il grillo a trainare la domanda in un mercato in forte crescita, che si stima possa lievitare a 1,3 miliardi di dollari rispetto ai 144 milioni di oggi, con un Cagr del 45%. A trainare la richiesta è sorattutto il comparto dell’alimentazione animale in cui le proteine da insetti stanno sostituendo quelle animali. Allo stesso tempo sempre più determinante è l’appoggio per proteine alternative che possano garantire una maggior sostenibilità dei modelli alimentari in prospettiva, sia nei paesi in via di sviluppo che per quelli industrializzati.