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 2019  luglio 15 Lunedì calendario

Tutte le società di Claudio D’Amico

Gianluca Savoini, il faccendiere leghista presidente dell’Associazione LombardiaRussia, partecipava ai vertici internazionali con Mosca grazie agli accrediti che gli procurava Claudio D’Amico, ex deputato della Lega e suo vice nell’associazione, approdato nello staff di Matteo Salvini alla presidenza del Consiglio dei ministri. Il tutto all’insaputa del leader della Lega. O almeno così dice lui. La sintesi è questa. 
Poi ci sono alcuni dettagli che cambiano un po’ il quadro. Il primo è che Savoini e D’Amico oltre che fan sfegatati di Putin sono anche un affiatato tandem di affari a Mosca. E forse anche in Romania. Il secondo è che evidentemente Salvini non ha il controllo dei consulenti che lui stesso si è portato in un ufficio tanto prestigioso. Il terzo è che per diventare ufficialmente «Consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale del Vice Presidente Sen. Salvini», incarico retribuito con oltre 60 mila euro (pubblici), sarebbe opportuno presentare un curriculum senza omissioni, per esempio sulle società possedute a Mosca. Tanto più se le «attività strategiche» sembrano concentrarsi proprio sulla Russia. 
Ma D’Amico, che insieme a Savoini il 31 dicembre scorso ricordava a tutti su Facebook «la diretta streaming del discorso di un vero presidente» (Putin naturalmente), proprio non riesce a ricordarsi della Orion Lee. 
Era già successo. Facciamo un salto alle porte di Milano. L’ex parlamentare leghista irrompe nella scena politica a Sesto San Giovanni con la vittoria nelle elezioni del 25 giugno 2017. Il sindaco Roberto Di Stefano, eletto con Forza Italia e marito dell’europarlamentare in quota Lega Silvia Sardone, gli affida l’assessorato alla Sicurezza. Lui gioca un po’ a nascondino. Partecipa a 14 consigli su 30. Dal 29 agosto 2018, giorno in cui inizia ufficialmente la sua missione da «ministro degli esteri» di Salvini, salta 27 sedute della giunta su 51. «Mi chiedo perché Sesto paghi una persona che lavora tra la Russia e Roma», dice Monica Chittò, consigliera del Pd locale. L’opposizione ha chiesto ieri che D’Amico venga a riferire in aula e le sue dimissioni. La storia è più antica. La legge sulla trasparenza impone ai politici di dichiarare i propri patrimoni. Nell’ottobre del 2017 D’Amico scrive di essere proprietario del 51% della Jd International e di essere amministratore unico della Mibel International. Nessun riferimento sulle quote che detiene di Orion, la società con sede a Mosca, di cui ha il 67% (l’altro 33% è di Savoini). Dichiarazione che fa però nel febbraio 2019. 
È a quel punto che l’opposizione presenta un’interrogazione per chiedere quando sia stata aperta Orion e se questo sia compatibile con la sua attività istituzionale. La risposta formale del sindaco di Sesto arriva il 4 giugno: «Sono informazioni di carattere personale che inoltreremo al soggetto a cui viene rivolta l’interrogazione». Orion Lee è una società di consulenza che può rimanere inattiva per anni – come sembra sia successo in passato – e poi improvvisamente attivarsi anche per un solo affare. Non è chiaro cosa faccia oggi ma dovrebbe esserlo visto il ruolo di D’Amico e i suoi assist a Savoini. 
Invece anche nel curriculum consegnato alla presidenza del Consiglio la Orion non c’è. In compenso il consigliere per le strategie internazionali ci informa di essere un arbitro Figc «al momento fuori quadro» e che ha fatto un corso regionale di «corrispondente commerciale in lingua inglese». Non accenna invece alla sua appassionata ricerca della verità sugli Ufo. 
E la Jd International? Dovrebbe essere una società romena di cui però D’Amico non ha mai fornito dettagli. Richiesto di chiarimenti, in un sintetico scambio di messaggi ci fa sapere solo che è «separato da Svetlana Konovalova (la moglie bielorussa, ndr) dal 2012» e che «per il resto sto preparando delle querele».