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 2019  giugno 25 Martedì calendario


Petrolio e gas, il tesoro dello scoglio conteso Ue-Uk nei negoziati Brexit

Petrolio e gas sotto i fondali, tanto pesce nelle acque circostanti. Ecco che Rockall, uno scoglio disabitato nell’Oceano Atlantico settentrionale dal diametro di 27 metri ed esteso per 570 metri quadri, diventa una «terra» ambita: chi la rivendica, infatti, può mettere le mani su queste risorse.Il Regno Unito lo ha rivendicato nel 1955, incorporandolo nel territorio della Scozia nel 1972, ma gli Stati vicini non hanno riconosciuto l’operazione: l’Islanda è tornata a dire la propria sulla questione. Come ha riportato la Bcc, il ministero islandese degli affari esteri ha dichiarato che «l’area Hatton-Rockall fa parte della piattaforma continentale islandese». Una presa di posizione che arriva dopo le minacce, da parte della Scozia, di adire azioni legali perché pescherecci irlandesi gettavano le loro reti nelle acque attorno all’isolotto. La Repubblica d’Irlanda si è difesa citando la convenzione Onu sul diritto del mare, secondo cui scogli disabitati, che non possono sostenere abitazioni e una vita economica, non possono avere alcuna zona economica esclusiva o piattaforma continentale. Quindi, secondo Dublino, nessuno può far cadere la propria sovranità su Rockall. Ma non ci sono solo Regno Unito, Irlanda e Islanda a rivendicare un ruolo per lo scoglio, piccolo ma strategico: anche la Danimarca, a nome delle Isole Faroe danesi, reclama una sua influenza sullo sperone roccioso e relative acque circostanti.
Il ministero islandese degli esteri ha ammesso che i propri pescherecci pescano periodicamente in quelle acque, ma che in questo periodo dell’anno non sono operativi. Tuttavia Reykjavik ha rilevato che ci sono rivendicazioni concorrenti sulle acque intorno alla roccia che emerge dall’Atlantico e che si dovrebbe raggiungere un accordo sulla base della convenzione delle Nazioni Unite.
La disputa è dunque aperta. All’inizio del mese i governi di Scozia e Irlanda hanno deciso di intensificare i colloqui per risolvere la questione. «Non abbiamo alcun diritto su Rockall, ma non accettiamo alcun’altra richiesta di sovranità», ha affermato Leo Varadkar, primo ministro irlandese. Un commento arrivato dopo gli avvertimenti scozzesi: il ministro della pesca Fergus Ewing in parole povere ha detto che i pescherecci irlandesi devono starsene a 12 miglia dallo scoglio. E se si darà seguito alla Brexit anche la faccenda Rockall probabilmente farà parte dei negoziati tra Regno Unito e Unione europea.