Il Messaggero, 28 maggio 2017
Il sindaco di Trieste è contento dell’arrivo dei cinesi
I cinesi? Ben vengano, a Trieste c’è spazio per tutti. Noi siamo già lo scalo marittimo di riferimento per la Baviera, per l’Austria, per la rete industriale della Repubblica Ceca. L’interesse cinese per Trieste si inserisce in questo trend e io spero che ne guadagni l’intero Nord Adriatico ma anche il sistema Paese italiano». Il faro acceso dai cinesi su Trieste rende quasi euforico Roberto Dipiazza, sindaco di centrodestra di Trieste.
Sindaco, ma non è che stiamo svendendo...
«E cosa? I cinesi vogliono sbarcare merci nel nostro porto e utilizzare la nostra enorme piattaforma logistica che aiuta ad organizzare bene la distribuzione delle merci e la nostra zona franca».
C’è chi parla di atteggiamento padronale da parte dei cinesi...
«Chiacchiere. Al dossier hanno lavorato sia i governi precedenti che l’attuale. Forse diventando più competitivi diamo fastidio a qualcuno».
A chi?
«Se riusciamo a dirottare nel Nord Adriatico parte dei flussi di merci che oggi vanno verso l’Olanda via Rotterdam o ad Amburgo in Germania posso ipotizzare qualche resistenza da parte loro. Io penso però che se si riesce ad allargare la torta dei commerci ce n’è per tutti».
E l’allarme degli americani?
«Capisco le tensioni geopolitiche, ma io non faccio il ministro degli Esteri bensì il sindaco di Trieste. E dò il benvenuto a chiunque offra possibilità di sviluppo alla mia città. Ben vengano gli americani se portano opportunità».
Ma quanti posti di lavoro porteranno i cinesi a Trieste?
«I cinesi non arrivano nel deserto. Stamattina qui ha attraccato un portaconteiner olandese con 450 Tir dalla Turchia. L’anno scorso sono partiti da qui 10.000 treni merci e quest’anno pensiamo di arrivare a 13.000. Vale la pena ricordare che Trieste è stato il porto dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria».
E dunque?
«Abbiamo potenzialità enormi. E la logistica, va sottolineato, crea posti di lavoro buoni, con mansioni spesso di alto profilo. Se le navi cinesi arriveranno qui non ne guadagnerà solo Trieste ma ci sarà lavoro per tutti, da Fiume fino a Venezia».
Diodato Pirone