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 2019  gennaio 26 Sabato calendario

MANCA SOLO IL NONNO – FIGLIO, MAMMA, PR, ALBERGATORI: TUTTO IL CERCHIO MAGICO DI STEFANO RICUCCI FINISCE INDAGATO PER FALSA TESTIMONIANZA PER AVER RACCONTATO BUGIE AI GIUDICI NEL PROCESSO CHE VEDE IMPUTATO L’IMMOBILIARISTA, IL SUO SOCIO LO CONTE E UN GIUDICE DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PER CORRUZIONE – CENE E SERATE DI LUSSO PER PILOTARE UNA SENTENZA CHE SPOSTAVA 19 MILIONI DI EURO -

Indagati figlio e madre dell' immobiliarista e il proprietario dell' Hotel Valadier Il figlio, la mamma, gli albergatori che lo vedevano sfilare, la pr che lo incontrava alle serate e l' amico di vecchia data. Il cerchio magico di Stefano Ricucci finisce indagato per falsa testimonianza per aver raccontato menzogne ai tre giudici della seconda sezione penale nel processo che vede imputati l' immobiliarista romano, l' imprenditore suo socio Liberato Lo Conte e il giudice della commissione tributaria Nicola Russo, ex componente del Consiglio di Stato, per una storia di corruzione in atti giudiziari: parliamo di cene e serate in locali lussuosi con contorno di belle donne per pilotare una sentenza che spostava 19 milioni di euro.

Ieri i finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria, su disposizione del pm Stefano Fava, hanno perquisito le abitazioni di Ricucci, Lo Conte e Russo oltre a quelle dei 6 testimoni ritenuti dalla procura inattendibili. Obiettivo è trovare verbali, appunti e tutto quanto possa far presagire un accordo a tavolino per indirizzare le testimonianze.

Stando alle accuse, infatti, i testimoni, l' ultimo dei quali è stato sentito il 15 gennaio, avrebbero ritrattato la versione fornita alla finanza durante l' inchiesta. Quanto al figlio di Ricucci, Edoardo, e alla madre, l' ipotesi non è legata alla deposizione in aula, quanto piuttosto al fatto di aver determinato " la condotta dei testimoni", in quanto portatori di interessi degli imputati. In sostanza avrebbero indirizzato il proprietario dell' Hotel Valadier e il direttore del bar dell' Hotel de Russie a deporre in modo difforme da quanto fatto in precedenza.

Il primo dei due, Rinaldo Lassalandra, in aula davanti al collegio giudicante, al pm Fava e agli avvocati difensori, Massimo Biffa per Ricucci, Giorgio Martellino per Russo, e Carlo Arnulfo per Lo Conte, avrebbe detto di aver visto cenare nel suo ristorante Ricucci, Russo e una ragazza, da lui conosciuta come Zaira, solo dalla fine del 2015.

Alla Finanza, invece, aveva raccontato di incontri già dal 2014. Stesso discorso per Paolo Dianini, direttore del bar dell' hotel De Russie: in aula ha posticipato il periodo di frequentazione nel locale da parte dell' immobiliarista e Russo, rispetto a quanto detto ai militari. Le versioni, ovviamente, così come date davanti al tribunale, sono favorevoli agli imputati perché farebbero slittare gli incontri a dopo il deposito della sentenza incriminata, che ricade nell' aprile 2015.

Non da meno, per gli inquirenti, è stata Angela Graziani, pr in diversi locali romani. Anche lei, in aula, avrebbe fatto slittare gli incontri dei tre imputati, nei locali dove organizzava gli eventi, a un periodo successivo. Tra l' altro avrebbe aggiunto di « non aver mai notato un rapporto di stretta amicizia tra Ricucci, Lo Conte e Russo » , quando invece alla finanza aveva descritto il loro rapporto come «molto confidenziale » . In ultimo Graziani ha specificato che il conto del tavolo « non fosse mai stato pagato da Ricucci ma solo da Lo Conte e Russo » .

La prima versione era stata altra: «In genere il conto, in media di mille euro, veniva pagato da Ricucci o Lo Conte. Quando questi andavano via prima di saldarlo, lasciando solo Russo, quest' ultimo era costretto a pagare. A seguito di un paio di incontri Russo si premurava di far arrivare il conto prima che Ricucci o Lo Conte andassero via».