la Repubblica, 18 dicembre 2018
Bistecche alla Casa Bianca, la rivoluzione di Trump
America First comincia a tavola, con la nouvelle cuisine sovranista la White House diventa una Steak House. La contro- rivoluzione, o la restaurazione, s’impadronisce anche del cibo. Nell’èra trumpiana è stato spazzato via il salutismo di Michelle Obama: la First Lady precedente era famosa per la sua campagna a favore di frutta e verdura nelle mense scolastiche, per l’orto biologico nel giardino della Casa Bianca, e per i frequenti inviti ai guru di Slow Food come Carlo Petrini e Alice Waters. Con i coniugi Trump si torna all’antico. Lui va fiero della sua anti- dieta: orgoglioso divoratore di hamburger, che tralascia solo se l’alternativa è una costata di manzo, possibilmente accompagnata da patatine fritte e irrorata di ketchup. Il New York Times passa in rassegna tutto quello che è cambiato nelle abitudini alimentari della Casa Bianca con l’attuale coppia presidenziale. C’è meno varietà nel menu anche perché è cessata quella girandola di celebrity- chef che ai tempi degli Obama facevano a gara per preparare le cene ufficiali. La sfida della bisteccona alla griglia non è glamour per i super- cuochi, e tra l’altro molti di loro sono di simpatie progressiste: prima ancora che diventasse presidente, Trump aveva subito il boicottaggio di alcuni suoi alberghi da parte di chef stellati, in rivolta contro la sua politica sull’immigrazione. Altra svolta dal globalismo al sovranismo: gli Obama usavano la “diplomazia gastronomica”, per esempio in occasione di una cena di Stato per Xi Jinping invitarono a cucinare un celebre chef sino- americano. Per Trump l’ospite straniero deve mangiare come lui; salvo che si riserva il privilegio leggendario della doppia porzione di gelato, per far vedere chi comanda. Altro cambiamento notevole, la fine delle visite ai ristoranti. Barack e Michelle ogni tanto si concedevano una fuga dalla Casa Bianca per esplorare i locali più gettonati, con una particolare predilezione per la cucina italiana. A Melania forse non dispiacerebbe un po’ di mondanità e qualche diversivo esterno, ma il marito è casereccio: l’alternativa alle cene alla Casa Bianca (o agli hamburger mangiati a letto davanti alla tv) sono gli hotel e golf resort della catena Trump, a Mar-a-Lago (Florida) o a New York. Unica consolazione per i ristoratori: la figlia Ivanka e il genero Jared vanno spesso a cena fuori, in particolare al Cafe Milano di Franco Nuschese a Georgetown, Washington.