Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2018  dicembre 12 Mercoledì calendario

Suggestioni sovraniste, ma la Rai non si è mai chiamata Eiar

Effetto Foa. In Rai si comincia a percepire la linea politica dettata dal presidente sovranista Marcello Foa? Lunedì scorso, alcuni storici sono sobbalzati sulla sedia nel leggere un tweet di RaiPlay. Testuale: «Vi è piaciuta la Prima di #Attila? Già da quando la Rai si chiamava ancora Eiar era tradizione raccontare l’evento del @teatroallascala». Quando la Rai si chiamava Eiar?
Immagino che il redattore di RaiPlay, «stimolato da una fan», intendesse solo riferirsi alle storiche messe in onda della prima della Scala, solo questo, ma formalmente la Rai non si è mai chiamata Eiar, c’è una netta separazione fra le due aziende. C’è o ci dovrebbe essere?
Ecco il problema che gli storici stanno affrontando: la Rai nasce sulle ceneri dell’Eiar, senza una vera fase di discontinuità (esattamente com’è successo in altri apparati dello Stato). Il 26 ottobre 1944, tramite decreto legislativo luogotenenziale, l’Eiar è riaperta nell’Italia liberata con la nuova ragione sociale Radio Audizioni Italiane, che aveva come socio di maggioranza la Sip. Il primo direttore della società è il liberal-cattolico Arturo Carlo Jemolo, ma l’azienda è saldamente in mano a un gruppo dirigente molto attivo in epoca fascista e presto reintegrato con sommari processi di riabilitazione (tutti partigiani!). Una precedente incorporazione era già successa con l’Uri, la prima società concessionaria della radiodiffusione in Italia. Nel capitale privato dell’Uri, insieme alla Sip (una società di Riccardo Gualino che poi si occuperà di telefonia), c’erano Marconi, Agnelli e la General Electric. Ma nel 1927, Mussolini, intuendo le enormi potenzialità della radio, s’impadronisce dell’Uri e la trasforma nell’Eiar.
A separare l’Eiar dalla Rai c’è il mito fondativo della Liberazione, della Repubblica e della Costituzione. Involontariamente, RaiPlay ci suggerisce che è solo un mito, una suggestione?