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 2018  dicembre 12 Mercoledì calendario

Il Veneto dà la caccia ai falsi bidelli napoletani

Non hanno avuto bisogno di invocare San Gennaro gli aspiranti collaboratori scolastici, cioè i bidelli, e i candidati ad incarichi amministrativi che tra il 2011 e il 2013, dopo aver pagato una retta di iscrizione di 5mila euro, hanno ottenuto l’abilitazione con il massimo dei voti dall’istituto parificato ?Voltaire? di Napoli, nel quartiere Secondigliano. Sapevano che ce l’avrebbero fatta comunque. Infatti hanno preso tutti 100/100, nessuno escluso, e grazie all’eccellente risultato sono riusciti a balzare in cima alle graduatorie nazionali e a farsi assumere in diverse scuole del Veneto. Ora, però, gli inquirenti indagano su quella che ha l’aria di essere una truffa colossale, in stile Totò. Già, perché il diplomificio “made in Campania” non riguarderebbe soltanto il “Voltaire” di Napoli, peraltro l’anno scorso già finito al centro di un altro scandalo dopo che 250 privatisti di ogni età ed estrazione sociale, spostata la residenza sul golfo, si erano diplomati senza aver mai frequentato le lezioni, o quasi.

ALTRI CASI
Nel caso dei certificati fasulli sarebbero infatti coinvolte parecchie altre scuole, tutte rigorosamente campane. Negli istituti paritari del Veneto negli ultimi anni sono stati assunti decine di bidelli e di funzionari di segreteria di cui è impossibile reperire i certificati di abilitazione. L’unica certezza è che si sono presentati in graduatoria col punteggio più alto possibile, scavalcando chi probabilmente aveva il diritto a essere assunto al posto loro. Alcuni istituti campani poi non avrebbero mai versato i contributi. Il caso è stato sollevato dal responsabile di un istituto di Garda, comune della sponda veronese dell’omonimo lago. Le autorità scolastiche della Regione Veneto hanno trasmesso una nota ai provveditorati affinché passino al setaccio la documentazione che riguarda il personale assunto negli ultimi anni negli istituti comprensivi. Il sospetto è che diversi concorsi per l’abilitazione siano stati truccati e allora si tratterebbe di falso ideologico, falsità di materiale in atto pubblico e di truffa ai danni dello Stato. In Veneto, a inizio anno, la Guardia di Finanza aveva messo sotto la lente di ingrandimento decine di assunzioni avvenute negli anni Novanta. Anche in quel caso tutto il personale proveniva dalla Campania. Ore le indagini si accavallano e le difficoltà degli investigatori a reperire informazioni sono sempre le stesse. Alcuni istituti in cui sono state ottenute le abilitazioni sono scomparsi nel nulla. L’ufficio scuole paritarie di Salerno ad esempio, di fronte alla richiesta di sapere se il San Remigio di Nocera Inferiore esista, si limita a rispondere che è rimasto aperto dal 2011 al 2015 e che poi un decreto di revoca l’ha fatto chiudere. Oggi è una ludoteca. E i contributi mai versati? Alla ludoteca dicono di avere le ricevute e che se all’Inps non risultano i versamenti è colpa del «il sistema», ossia del cervellone elettronico dell’Istituto di previdenza, che non è ancora stato aggiornato. Il 2 dicembre, al provveditorato di Salerno, è scoppiato un ?misterioso? incendio che ha ridotto in cenere parte degli archivi: gli inquirenti l’hanno collegato alle indagini in corso su altre certificazioni sospette. «Voglio scrivere alla collega della Campania», dice l’assessore veneto all’Istruzione Elena Donazzan, «facendo presente che il nostro ufficio scolastico regionale ha attivato da tempo una commissione di ispezione degli istituti non statali che possono avere qualche dubbio di legittimità. In Veneto è molto più difficile che si acquisiscano titoli senza un percorso accertato e regolare».

CONTRO I DIPLOMIFICI
«Noi», sottolinea Donazzan, «daremo la massima collaborazione alle forze dell’ordine per bloccare questo malcostume. Suggerirò alla collega di fare accertamenti accurati, altrimenti la reputazione dell’intera Regione Campania ne soffrirà. Da noi», conclude l’assessore, «sono circa 180 i ragazzi che ogni anno chiedono di fare l’esame di Stato in una scuola diversa da quella di appartenenza. La linea è quella di opporre un diniego, salvo casi eccezionali. Il diplomificio facile non trova spazio in Veneto e deve essere così anche altrove».