Libero, 12 dicembre 2018
Se la sanità è in difficoltà colpa di tutti
Il bicchiere è mezzo vuoto, e l’acqua è pure cattiva. È la mentalità molto italiana, questa, di una serie di lagnose associazioni che soprattutto nel campo della Sanità tendono a rendere noto ciò che è noto, a lamentarsi del lamentabile e a non soffermarsi mai sulle vere ragioni dei problemi, quando i problemi ci sono. Perché poi è anche una questione di mentalità, appunto: da una parte chi sostiene che il nostro sistema sanitario sia tra i migliori del mondo (e per capillarità e qualità potrebbe anche esserlo) e dall’altra il catastrofismo professionale di associazioni come «Cittadinanzattiva» (ex Movimento Federativo Democratico) e la sua costola del «Tribunale del malato», una onlus di origine innegabilmente catto-comunista (coi figli di Aldo Moro tra i fondatori) che ogni anno si incarica di stilare rapporti in cui spiegare che è tutto sbagliato, tutto da rifare e che i cittadini sono vittime della malasanità oltreché di tutto il resto. E sia: riecco dunque il rapporto «Pit salute» (Progetto integrato di tutela) fondato meramente sulle denunce e lagne dei 20.163 contatti gestiti da «Cittadinanzattiva», un rapporto che ha il sostegno «non vincolante» (mi raccomando) di varie sigle da alfabeto farfallino tipo Fnopi, Fofi e FnomCeo, in pratica gli infermieri, i farmacisti e gli odontoiatri. Il tutto per descrivere una realtà di cui il sacrosanto cittadino non è mai parte ma solo vittima, come se il nostro costosissimo e imperfetto sistema sanitario non si comportasse anche come un’associazione per delinquere (economicamente e quindi funzionalmente) dove il cittadino ipertutelato e lo Stato scialacquatore si reggono il sacco a vicenda, lasciando a bocca asciutta solo chi non partecipa alla razzia di denaro pubblico. Quante prestazioni riceve in media un cittadino italiano, quante ricette gratuite vengono regalate a chi non ne ha davvero bisogno, quanti esami e visite e farmaci non necessari vengono sostanzialmente regalati da una sorta di medico facilone (lo Stato) a un popolo spesso anziano e ipocondriaco (tanto è gratis) e tutto a spese del bilancio e dell’efficienza: bene, anche questi sono dati che ci piacerebbe conoscere, e tra questi, beninteso, non stiamo comprendendo i ricavi da contratti pubblici e istituzionali (22 per cento del bilancio) che «Cittadinanzattiva» riceve ogni anno espressamente per lamentarsi.
TASSE EVASE
Sì, ci piacerebbe conoscere questi dati, e anche, per esempio, quanti dei 1800 euro a testa che ci costa annualmente la Sanità pubblica non sono pagati da chi evade le tasse, quanti dei 7 milioni di cittadini che «si indebitano per la sanità» lo fanno perché scelgono deliberatamente di farlo o perché preferiscono le strutture private: queste cose. Ci piacerebbe sapere se quelli di «Cittadinanzattiva» non pensano che il problema autentico non sia la spesa «generale» bensì la disuguaglianza che colpisce soprattutto i redditi più bassi e i cittadini più fragili e anziani, a discapito di milioni di altri che invece della nostra Sanità approfittano. Poi ci sono i 12 milioni di italiani che hanno saltato le liste d’attesa grazie a conoscenze e raccomandazioni ? dati di Rbm Assicurazione Salute – e i milioni che considerano normale la mobilità sanitaria fuori regione. Sono anche questi i dati che vorremmo conoscere. Non solo quelli che conoscevamo già: tipo che le liste d’attesa sono il tallone d’Achille della sanità italiana, che nel 2017 oltre un cittadino su tre ha faticato ad accedere ai servizi sanitari (parliamo di cittadini che si sono rivolti a «Cittadinanzattiva», ovviamente) e che queste liste d’attesa riguardano soprattutto esami diagnostici come mammografie, risonanze e tac. Le attese? Il rapporto parla di 15 mesi in media per una cataratta, 13 mesi per una mammografia, 12 mesi per una risonanza magnetica, 10 per una Tac e per una protesi d’anca, 9 mesi per un ecodoppler e 7 per una protesi al ginocchio: ma qui sarebbe interessante una mappatura territoriale. Poi ci sono i ticket per gli esami e soprattutto per i farmaci, in quelle che sono – le nostre – le farmacie più affollate del mondo. Secondo i segnalatori di «Cittadinanzattiva» tutto questo ? ma guarda ? è troppo costoso per il cittadino, anche se si potrebbe sostenere facilmente il contrario e cioè che gli italiani consumano tonnellate di farmaci inutili che lo Stato praticamente gli regala, rimborsando a parte le mafie di Big Pharma.
DATI STATISTICI
Ma proseguiamo con la descrizione gravosa di questo Paese da Terzo mondo: l’assistenza territoriale è ancora talvolta problematica, però ecco, i presunti errori medici pare siano in calo. Il resto è lagna od ovvietà, auspicio affinché le disuguaglianze vengano superate, le leggi applicate, magari i soldi dei nullatenenti moltiplicati: si chiede l’abolizione totale e finale del superticket (introdotto nel 2007 dal governo Prodi, dimenticato per anni e ripescato nella Manovra 2011 dal governo Berlusconi) più centinaia di dati statistici basati, come detto, non su un campione scientifico consolidato ma solo su chi si è lamentato agli sportelli di «Cittadinanzattiva». Chi voglia leggere i dati nel dettaglio può trovarli facilmente online, l’elenco è infinito: medici che rifiutano le prescrizioni, orari sbagliati, sottostima dei problemi, carenza di posti letto, troppa burocrazia, macchinari obsoleti o rotti, ambienti fatiscenti, igiene scarsa nei cessi, voi basta che fate una segnalazione a «Cittadinanzattiva» e loro metteranno tutto puntualmente a rapporto. E noi pennivendoli, magari, dovremmo limitarci a prendere tutto per oro colato.