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 2018  dicembre 12 Mercoledì calendario

Inverno troppo caldo, l’influenza arriva prima

Colpa del caldo. A causa delle temperature insolitamente alte il picco influenzale quest’anno arriverà prima. Probabilmente proprio nel pieno delle feste natalizie. I numeri, infatti, sembrano confermare questa ipotesi. Secondo il bollettino InfluNet dell’Istituto superiore di sanità, le persone già colpite sono oltre 647mila, circa 2,5 per mille. Esattamente come è successo lo scorso anno. 
«Se dovesse continuare così, ci si attende un’impennata già nelle prossime settimane e il raggiungimento del cosiddetto picco verso Capodanno, lievemente in anticipo rispetto all’atteso», spiega Giovanni Maga, responsabile del laboratorio di Virologia Molecolare presso l’Istituto di Genetica Molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche di Pavia e docente di Biologia Molecolare II all’Università di Pavia. «La circolazione dei virus viene favorita quando il freddo non è particolarmente intenso e quando c’è umidità», aggiunge. È stato così sia lo scorso anno e quello precedente. Le ondate epidemiche si ripetono. Se per coloro che non si sono vaccinati fino ad oggi è già troppo tardi per godere dell’immunità a Natale, provvedere entro questa settimana potrebbe invece offrire protezione per Capodanno.

LA PROFILASSI«La vaccinazione impiega circa quattro settimane per conferire piena protezione, per cui chi è un po’ in ritardo e si vaccina adesso, potrebbe essere comunque pronto a fronteggiare il picco dopo il primo dell’anno», dice l’esperto del Cnr. Al momento sembra che il virus predominante sia il tipo A/H3N2, seguito da A/H1N1, mentre il virus di tipo B, che aveva avuto grande diffusione lo scorso anno, al momento circola a bassi livelli. 
«Ma l’influenza è imprevedibile ed è forse presto per sapere quale virus dominerà, anche perché potrebbe cambiare durante la stagione, quindi una persona che abbia contratto l’influenza A/H3N2 all’inizio, potrebbe riammalarsi più avanti di influenza di un altro ceppo, ad esempio il tipo B», sottolinea Maga. Quindi è importante proteggersi con la vaccinazione. 
«Quella consigliata a tutti dice l’esperto – è la tetravalente, che protegge dai due ceppi A (H3N2 e H1N1) e dai due ceppi B circolanti». Le categorie per cui è fortemente raccomandata la vaccinazione, a cui quindi viene offerta gratuitamente, sono come ogni anno gli over 65, le donne nel secondo e terzo trimestre di gravidanza e tutte le persone tra 6 mesi e 65 anni che soffrono di patologie croniche dell’apparato respiratorio, cardiocircolatorio, diabete, insufficienza renale, immunodepressione anche farmacologica o da infezione da HIV, epatopatie. 
«Inoltre tutti coloro che sono professionalmente esposti, in particolare addetti a servizi essenziali ed operatori sanitari, dovrebbero vaccinarsi», dice Maga. Perché l’influenza non è solo una seccatura che può rovinarci le feste. L’idea che non sia pericolosa è una fake news, come ricordano gli esperti dell’Istituto di sanità. «L’ influenza – ricordano – uccide ogni anno tra le 300.000 e le 500.000 persone in tutto il mondo. È ancora oggi la terza causa di morte in Italia per patologia infettiva, preceduta solo da Aids e tubercolosi. Attraverso la somministrazione del vaccino si previene la morte e i ricoveri in ospedale per complicanze». 
In realtà, la gravità non è l’influenza, che di per sé non è una malattia preoccupante, ma le sue complicanze. «Come, ad esempio, la polmonite – ricordano ancora i ricercatori dell’Istituto – o il peggioramento di malattie che già si avevano in precedenza, soprattutto le malattie cardiovascolari o polmonari. Ogni anno colpisce, in forma più o meno severa, tra il 10-20% della popolazione generale. I soggetti più a rischio sono, di solito, quelli in maggiore stato di vulnerabilità e compromissione del sistema immunitario, ovvero gli anziani, le donne in gravidanza e i bambini molto piccoli». 

L’APPELLO
A riprova dell’importanza della vaccinazione, un recente studio condotto su oltre 100.000 pazienti danesi affetti da insufficienza cardiaca, ha dimostrato che immunizzarsi contro l’influenza diminuisce di quasi il 20% il rischio di morte. «Un altro buon motivo per vaccinarsi», dice Maga. 
«Ricordiamo che si punta ad un minimo del 75% di copertura vaccinale per le categorie a rischio prosegue – ma nella scorsa stagione la media nazionale per gli over 65 è stata del 53%, con punte massime regionali del 63% e minime del 35%. Tra l’altro continuando un trend in diminuzione che negli ultimi sei anni ha portato la copertura media nazionale per le persone sopra i 65 anni ad abbassarsi di 10 punti percentuali (dal 63% nel 2012 al 53% nel 2018)». La copertura media per la popolazione generale l’anno scorso è stata del 15%. «Davvero ancora troppo poco», conclude Maga.