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 2018  dicembre 03 Lunedì calendario

I libri più cari e ricercati

Le pagine dei libri antichi sono “croccanti”. Sotto le dita schiocca la carta fatta a mano dall’odore denso e vischioso. La rilegatura, il legno, la pelle delle copertine, valgono quanto l’oro per i collezionisti più accaniti, disposti a lasciare giù migliaia di euro per accaparrarsi i volumi introvabili, rari, ben fatti. Il libro antico, genere a cui appartengono tutte le stampe antecedenti alle prima metà dell’Ottocento, sopravvive oggi nel suo mondo riservato. Gira, lontano dalle folle urlanti, tra aste silenziose, librerie antiquarie, scaffali nascosti in scantinati odorosi di uomini facoltosi. La Bibbia di Gutenberg è il cimelio più ricercato. «Ci sono solo quarantotto copie al mondo. E soltanto trentuno sono in perfette condizioni», spiega Stefano Fortunati, titolare di Copernicum dedicato alla vendita dei libri antichi. D’altronde si tratta del primo libro stampato in Europa con i caratteri mobili, pubblicato tra il 1453 e il 1455. Un reperto che vale circa 10 milioni di dollari. In Italia i testi più ricercati sono gli incunaboli, volumi stampati fino al 1501. Hanno un valore unico. Le prime stampe della Divina Commedia del 1472 sono i più preziosi, costano almeno cinquemila euro. Una fortuna, che però per i bibliofili che guardano ai libri antichi con un appetito mai sazio, vale la pena spendere. Nella storia dei libri antichi non mancano nemmeno furti eclatanti. Di recente, un volume del 1400 è stato portato via dalla Capitolare di Verona, una delle biblioteche più antiche del mondo. E solo poco tempo fa alla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino sono state restituite tre pagine di un manoscritto del 1509, ricercate per trentanove anni, talmente l’opera era considerata di pregio. I libri più importanti sono sottoposti ai vincoli dalla Soprintendenza. «Sono considerati», spiega Fortunati, «di interesse storico. Il proprietario che li detiene, non può disporne a piacimento. Ne è semplice custode. Se decide di portarlo all’Estero, incappa pure in una denuncia penale».

LA GERUSALEMME LIBERATA
Il valore di un manuale antico dipende da diversi fattori. Conta la rarità, ma pure l’interesse. «Un libro molto raro di Antonio Spelta del 1612, Donneschi Trofei, di cui esiste una sola copia all’Università di Pavia, è stato aggiudicato ad un’asta a solo 375 euro», spiega Chiara Nicolini, perito ed esperta nella valutazione dei libri antichi «Mentre ad esempio, la Gerusalemme liberata, illustrata dal Piazzetta, che è un libro molto più comune perché ne esistono centinaia di copie, costa qualche migliaia di euro». In ballo, entra pure l’estetica del libro antico. I manuali rilegati nel ’900, per esempio, valgono meno rispetto ai volumi che hanno una copertina coeva agli anni di pubblicazione del libro. «Le opere rilegate nei secoli successivi perdono almeno il 30% del valore. Nel ’900 c’era la tendenza a modificare la rilegatura. La toglievano e ne mettevano una nuova, perché i libri ?disordinati? non andavano bene. Oggi invece sono cambiati i gusti: un libro dotato di una copertina originale, magari con le asticelle in cuoio, è diventato un vero oggetto di culto», precisa Nicolini. Anche la completezza delle opere ha il suo peso. Capita ogni tanto che nel passare degli anni il libro perda qualche pagina o che la scrittura stampata si rovini perché mal conservata.

IL SITO SPECIALIZZATO
Ed è nel non prestare attenzione a questo aspetto che i novelli collezionisti possono cadere in errore. «Per essere sicuri della qualità e del valore di un’opera, conviene acquistarla all’asta», spiega il perito. Fior fior di esperti organizzano le vendite. Controllano i manuali, uno per uno, pagina per pagina. «Ci occupiamo della “collazione” del manuale prima di metterlo all’asta. Attraverso il portale SBN, dove sono registrati tutti i volumi, controlliamo che i libri siano integri». La Gonnelli di Firenze è la casa d’asta dei libri antichi per eccellenza. «I manuali che costano migliaia di euro sono i più venduti», spiega Fortunati di Copernicum. Le vendite di libri, come le Cinquecentine o i Commentarii di Cesare, che valgono solo qualche centinaia di euro, hanno subìto invece una battuta d’arresto in questi anni di crisi economica. Talvolta collezionisti, librai e battitori d’asta hanno pure bisogno di rimettere in sesto i volumi malandati. Gli vanno in soccorso i restauratori di libri antichi, abili artigiani, conoscitori vigili e specializzati delle pagine delicate dei manuali del passato. I restauri più complessi possono costare centinaia se non migliaia di euro. Ma come in tutto l’antiquariato, esistono altresì i colpi di fortuna: un vecchio libro gettato su una spoglia bancarella in un mercatino di paese, acquistato con poche monete, può scoprirsi poi un tesoro raro. E per sfilarlo dalle mani del proprietario, baciato dalla sorte, servono centoni.