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 2018  dicembre 01 Sabato calendario

Via libera Ue, lo Ior avrà il suo Iban vaticano

È sempre stata chiamata banca, ma lo Ior – Istituto per le Opere di Religione – non lo è mai stata davvero. Da qualche tempo però le cose stanno cambiando: l’European Payments Council ha approvato l’estensione alla Città del Vaticano/Santa Sede dell’area geografica dell’area unica dei pagamenti (Sepa). Insomma, lo Ior da marzo avrà il suo codice «Iban», insieme ad altri 35 Paesi. Oltre al Torrione Niccolò V potrebbero entrare nel Sepa anche altri enti vaticani, come l’Apsa, che gestisce il patrimonio immobiliare. Si tratta dell’ultimo miglio di una lunga riforma dei regolamenti, standard anti-riciclaggio e trasparenza che oltre ad un accreditamento internazionale ha portato anche a chiudere vecchi conteziosi con l’Italia già nel 2016. «Con l’adesione dello Ior saranno migliorati i servizi a favore degli utenti, con una riduzione di tempi e costi» ha commentato Tommaso Di Ruzza, direttore dell’Aif, l’autorità di vigilanza vaticana che assieme alla Segreteria di Stato ha negoziato l’accordo. All’Aif, nato nel 2011, Francesco poco dopo l’elezione ha conferito nuovi poteri tra cui la «vigilanza preventiva».