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 2018  dicembre 01 Sabato calendario

La designer? Oggi è al pascolo

Arazzi, sedute per sgabelli, cuscini o vasi in lana infeltrita a mano con una tecnica millenaria. Sono le opere di Ines Schertel, esposte anche all’ultimo Fuorisalone di Milano nell’ambito di Brazil S/A, che la designer brasiliana realizza con la lana delle sue stesse pecore. 
Dopo 24 anni di lavoro a San Paolo come direttore artistico di un’emittente televisiva culturale, qualche anno fa Ines si è trasferita con il marito in una fattoria a San Francisco de Paula, nella regione di Campos de Cima, nelle montagne meridionali del Paese, e si è messa ad allevare ovini, inizialmente per mantenere pulito il terreno. Un’attività che però in poco tempo l’ha assorbita (quasi) completamente: «Si, questi animali hanno iniziato ad avere un ruolo così importante che non aveva più senso fare avanti e indietro dalla città. È stato un cambiamento naturale che ha fatto riemergere la mia formazione di architetto e creativa. Abbiamo circa 400 pecore di tre diverse razze (Texel, Corriedale e Ile de France) ma utilizzo anche lana di allevamenti vicini al mio per ottenere effetti particolari». 
Sempre con la tecnica di infeltrimento manuale dei nostri antenati. «È così che è stato creato il primo tessuto dell’umanità – sottolinea —. I nomadi dell’Asia centrale la utilizzano da sempre per scarpe, vestiti e persino tende. Si “massaggiano” le fibre con acqua e sapone finché si impastano fra di loro».
Un materiale naturale, rinnovabile, biodegradabile e sostenibile e che ha spinto la Schertel a fare dello slow design uno stile di vita: «È il modo di porsi che conta. Ci vuole tempo perché le cose accadano. Dalla tosatura che avviene in dicembre – spiega – alle tinture che faccio con frammenti di araucaria che trovo nei boschi. La lavorazione degli arazzi è la più complessa. Ci vogliono circa 3 mesi per farne uno. Si lavorano più parti separate che tingo con la tecnica dei coloranti botanici: lego la lana a rami, foglie e semi e la faccio cuocere al vapore in modo che il pigmento naturale stampi i colori e le trame della natura sul tessuto. E alla fine combino i pezzi fra loro. Mi piace dare un nuovo significato a un materiale nobile ma non più necessario alle pecore e rendere omaggio ad una tradizione antica offrendo però qualcosa di fresco e contemporaneo».