la Repubblica, 1 dicembre 2018
A proposito dei discount
I discount arrivano anche in centro. Se una volta erano collocati nelle periferie, oggi aprono nei centri storici. La parola discount è l’abbreviazione di discount store, due parole che significano sconto e magazzino. La piccola e media borghesia, colpita dalla crisi, si rivolge a questi supermercati più economici.
La loro caratteristica è di offrire prodotti non di marca in allestimenti spartani; le merci sono disposte sui bancali e non sugli scaffali, in confezioni meno scintillanti e colorate. Spesso i prodotti offerti provengono dalle grandi marche, che li immettono sul mercato con nomi diversi e con un packaging meno appariscente. Costano meno perché non hanno bisogno di pubblicità, d’apparire in modo insistente in televisioni, giornali e nel web. Le catene più note di discount sono Ldl e Penny Market. Questi tipi di magazzini sono apparsi per la prima volta in Germania nel secondo Dopoguerra e da lì si sono diffusi in Europa. Ci sono vari discount regionali: Dpiù, Ekom, Quidiscount, Sicilia Discount; appartengono a piccoli gruppi imprenditoriali. Anche i grossi gruppi come Carrefour, o la catena Conad, hanno acquistato marchi locali, oppure aperto catene nazionali discount per essere presenti in questa fetta di mercato in crescita nonostante la crisi dei consumi al dettaglio. Nel complesso i marchi discount presenti oggi in Italia sono oltre 15. Nelle città storiche aprono negozi di 300 o 500 mq al massimo. La tendenza è quella già avviata anche dalla grande distribuzione, Carrefour e Auchan, e prima di loro da Coop Italia, che ha conservato la sua distribuzione di piccoli supermercati nelle cittadine italiane. La Coop, leader nella grande distribuzione, ha aperto il suo primo supermercato cooperativo a Reggio Emilia nel 1963; il marchio era disegnato da Albe e Lica Steiner, come racconta la mostra aperta alla Triennale per i settanta anni dei prodotti con marchio coop: Coop_70. Il Number One Coop era un negozio austero, con spazi limitati e un’esposizione sobria nello spirito dell’epoca. Secondo alcune recenti ricerche un segmento di acquirenti non si orienta più verso i supermercati di grandi proporzioni, ma verso i piccoli negozi di quartiere più adatti alle persone che hanno meno tempo: chi lavora in città, chi si sposta a piedi e privilegia i magazzini sotto casa aperti anche la domenica.
La moda dei prodotti biologici ha influenzato anche il packaging verso uno stile postbellico, quasi un ritorno agli anni ’50 prima del boom economico. Nel 1963 Calvino pubblicava Marcovaldo, dove l’omonimo personaggio scopriva i carrelli, come cestini di ferro muniti di ruote, e la pratica sorprendente del self-service. Indietro non si torna, eppure il consumo alimentare sta cambiando.