la Repubblica, 1 dicembre 2018
Gli eurodeputati Pd chiedono 2 milioni di danni a Marcello Foa
Luci accese nella sede del Parlamento europeo di Bruxelles. Una riunione notturna. Il collegamento via Skype con l’avvocato e infine la “sentenza” all’unanimità: 80 mila euro di risarcimento ciascuno. Moltiplicato per 25: 2 milioni. Gli eurodeputati del Pd non hanno perdonato il presidente della Rai Marcello Foa. Anzi, lo vogliono rovinare. Il numero uno della Rai il 19 ottobre rilasciò un’intervista al quotidiano israeliano Haaretz. Fra le altre cose disse: «Un numero enorme di eurodeputati, fra cui l’intera delegazione del Pd, ha ricevuto finanziamenti dal miliardario George Soros». Soros è lo spauracchio dei sovranisti, lo spettro che si aggira per l’Europa della nuova religione anti-Ue. Però qui le accuse non sono generiche. Si fanno in pratica i nomi e si parla di soldi. I parlamentari dem l’hanno presa malissimo. Hanno annunciato querele, chiesto rettifiche, scuse pubbliche, atti di contrizione. Alla fine sono passati al contrattacco, uniti come una falange ( l’intera delegazione, appunto). Solo causa civile: vogliono il denaro. E tantissimo.
Il primo è stato David Sassoli, eurodeputato in aspettativa proprio dalla Rai. La sua azione di risarcimento è partita e si è già svolta una prima seduta davanti al mediatore, andata per il momento a vuoto. Gli altri hanno atteso poco di più, poi hanno deciso di marciare compatti. Lo stesso avvocato ( quasi per tutti), la stessa cifra anche se tante azioni singole. Come nel giallo sull’Orient Express, ognuno vuole sferrare il suo colpo.L’appuntamento è stabilito per il 20 dicembre. Quel giorno si ritroveranno Foa (e i suoi legali) e i 25 deputati ( o gli avvocati) davanti al mediatore giudiziario. «Ovviamente il nostro obiettivo è politico. Non è ammissibile che il capo della più grande azienda del Paese faccia quelle dichiarazioni, rimbalzate in tutto il mondo, persino sul New York Times», dice Silvia Costa, eurodeputata del Pd. «Ha danneggiato la nostra reputazione. Sì, abbiamo chiesto 80 mila euro». La capodelegazione dem Patrizia Toia aggiunge: «Mai conosciuto Soros e mai visto un suo euro. Quindi Foa deve pubblicamentevergognarsi per quelle parole e deve farlo con la stessa rilevanza che ha avuto la sua intervista. I soldi non c’entrano». La pensa così anche Sassoli: «Basta un euro e un’altra pagina su Haaretz dove il presidente dice che si è completamente sbagliato».
Insomma, o il capo cosparso di cenere o il risarcimento monstre. Fanno sul serio, i parlamentari dem. Prima di stabilire la cifra e la reazione comune hanno chiamato a raccolta anche i colleghi che nel frattempo hanno lasciato il Pd. Sergio Cofferati per esempio si è unito alla battaglia. Per aumentare l’entità del danno economico, chiaro. Quando in quella riunione si è proposto un risarcimento di 50 mila euro, la mozione è stata bocciata: 80 mila è la cifra giusta. Fa 2 milioni tondi tondi.