Entro il 5 dicembre
I rappresentanti dei governi riuniti nel Comitato economico e finanziario del Consiglio approvano la decisione della Commissione (articolo 126,4 del Trattato).
19 dicembre
La Commissione scrive le sue raccomandazioni in base all’articolo 126,7. Comprenderanno gli sforzi di risanamento chiesti all’Italia, pena sanzioni, per rimettere in carreggiata il debito. Dureranno diversi anni
22 gennaio
I ministri delle Finanze dei Ventotto (Ecofin) danno il via libera alle raccomandazioni, rendendo effettiva la procedura per violazione della regola del debito.
Entro 20 giorni
All’Italia può essere chiesto di depositare una cauzione pari allo 0,2% del Pil dell’anno precedente in un deposito non fruttifero.
Entro 6 mesi
L’Italia deve rispettare gli obiettivi di bilancio fissati da Commissione e Ecofin con target annuale. Tuttavia ci sarà un monitoraggio più stringente per verificare che parte delle misure siano state almeno impostate (effective action). Il monitoraggio potrebbe essere anche trimestrale, ma la Commissione sceglierà di procedere con controlli semestrali. La procedura dovrebbe durare almeno 5 anni.
Se non rispetta la procedura
La Commissione può imporre una multa che va dallo 0,2% allo 0,5% del Pil e la sospensione dei fondi Ue e dei finanziamenti della Bei
Per rispettare la procedura
Per uscire dalla procedura l’Italia dovrà realizzare una riduzione del debito pari a un ventesimo della parte eccedente il 60% del rapporto tra debito e Pil per tre anni di fila. Significherebbe mettere in campo manovre potenzialmente da 60 miliardi all’anno. Per questo Bruxelles è orientata a considerare che basterà azzerare il deficit, ovvero raggiungere il pareggio di bilancio, per rispettare la regola del debito.