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 2018  novembre 16 Venerdì calendario

L’algoritmo ora disegna abiti

Altro che stilista, il vestito me l’ha fatto un algoritmo. La nuova frontiera della moda passa da qui, dai big data e dall’interazione sempre più stretta tra macchina e uomo, che oggi si concretizza anche con modelle androidi dalle fattezze umane. Da qui è nata la collezione 8 by Yoox appena lanciata sul mercato, una serie di capi per lui e per lei disegnati dall’intelligenza artificiale che, dopo aver raccolto una moltitudine di dati online tra le preferenze dei clienti del sito e di vari social ha definito i trend più in voga. Il frutto di questa analisi viene passato a un team di designer interno che li reinterpreta e realizza abiti e accessori. «Oggi combiniamo l’intelligenza artificiale con la sensibilità e il talento del nostro team creativo. La tecnologia è solitamente invisibile al cliente, mentre 8 by Yoox la rende desiderabile e tangibile», spiega Federico Marchetti, fondatore del colosso dello shopping online e amministratore delegato del gruppo Yoox-Net à Porter.
PERSONAL SHOPPERSe fino ad oggi la ricerca si faceva on the road, con stilisti e cacciatori di tendenze che venivano sguinzagliati per il mondo alla ricerca di ispirazioni, il futuro invece vede protagonista l’intelligenza artificiale. Già nel 2017 Amazon ha lanciato negli Stati Uniti l’assistente domestico digitale Alexa che si presenta sotto forma di fotocamera a comando vocale che permette di farsi dei selfie lasciando libere le mani. Il suo compito è di confrontare gli outfit indossati e dare un consiglio su quale sia il più adatto.
È possibile richiedere uno styling online nel Regno Unito e in America anche con Stitch Fix che combina le informazioni fornite dall’utente con la consulenza reale di uno dei 3700 esperti sparsi per il mondo. Se all’estero l’uso dell’intelligenza artificiale è già una realtà assodata in Italia si iniziano a muovere i primi passi. Da Zara, nello store di Milano, ci sono i primi camerini interattivi, al cui interno si trovano specchi che fungono da personal shopper: riconoscono gli abiti che indossiamo e suggeriscono altri capi per creare ad hoc il proprio outfit.
Oltre alle collezioni anche influencer e modelle diventano sempre più virtuali. Se su Instagram impazza Noonouri, a Roma, al Simposio di Geopolitica Digitale, ha debuttato Sophia, la modella robot dalle sembianze di Audrey Hepburn, vestita da Guillermo Mariotto per Gattinoni con un abito in mikado grigio con coda e bustier adornato da un collier cyber-jewel.