la Repubblica, 16 novembre 2018
King Kong a Broadway
Un gorilla che pesa una tonnellata ed è alto 6 metri, 14 burattinai che sganciano il corpaccione di Kong sopra il palco del Broadway Theatre. E la prima Ann afroamericana della storia. «Non è un film, è teatro» farfuglia il regista/coreografo Drew McOnie. Il suo King Kong è il musical più atteso della stagione newyorchese, ha aperto l’8 novembre dopo un mese di prove, accolto da recensioni tiepide. Secondo Rolling Stone, però, “è destinato a cambiare Broadway per sempre”. Dopo un tour in Australia e con l’aggiunta di un nuovo team creativo, i produttori hanno sborsato 35 milioni di dollari per portare la “grande scimmia” a spasso per New York City, mettendo in piedi una meraviglia tecnologica che prende spunto dal film del ’33 di Merian C. Cooper e Ernest B. Schoedsack, e diventa alta ed epica come l’Empire. Il muso di Kong è illuminato da cento fari, attraversato da balletti hip hop, dance, jazz, baci, bombe, flash da Studio 54. I denti in resina ricoperti di vernice bianca.
La critica teatrale è già divisa. Ma la Bestia potrebbe vincere un Tony Award? Jon Hoche, uno degli operai addetti all’animatronic, si definisce «un operatore telecinetico» perché «assieme agli altri burattinai nascosti dentro, attorno e sotto Kong, abbiamo il compito di muovere e rendere espressivo uno scimmione peloso fatto di acciaio e fibra di carbonio, muscoli e arti gonfiabili. Sono responsabile della testa e dei movimenti del collo, oltre che della voce. Kong è più umano di un umano». Musiche di Marius de Vries, canzoni di Eddie Perfect (a marzo a Broadway con un altro show-evento,Beetlejuice) e orchestra dal vivo di Christopher Jahnke. Danny Miller e Jacob Williams controllano rispettivamente mandibola e braccia di Kong, sono arrivati dall’Australia pur di tornare a lavorare con il drammaturgo inglese Jack Thorne (Tony Award per l’opera teatrale Harry Potter e la maledizione dell’erede).
Durante le prove, il direttore di scena si rivolgeva a Kong dandogli del “maestro”. Sotto di lui, Christiani Pitts indossava i panni di Ann Darrow: a differenza delle antenate – Fay Wray, Jessica Lange, Naomi Watts – Ann se la cava da sola. «Io la considero una specie di Wonder Woman, una Principessa Disney che si innamora della Bestia» racconta l’attrice, appassionata di danza africana sin dall’infanzia.
«A differenza dei film del passato, Ann urla meno di fronte a Kong, è una starlet ambiziosa; non si comporta da bionda sprovveduta, avvolta tutto il tempo da un vestito sinuoso». Ann cerca di sbarcare il lunario durante la Grande Depressione – «Almeno non sono proprietà di nessun uomo» canta in Queen of New York — e quando incontra Carl Denham (Eric William Morris), lui le promette di lanciarla nel mondo dello spettacolo. Eccoli attraversare l’Atlantico diretti verso la misteriosa giungla di Skull Island, dove li attende… King Kong, l’ottava meraviglia del mondo (lo rivedremo al cinema nel 2020 in Godzilla vs Kong, regia di Adam Wingard, ndr). «Gli arrivi di Kong e delle creature che popolano l’isola sono pensati come puro cinema» racconta il designer ed esperto in make up Sonny Tilders. «La scena più complicata da realizzare è la scalata di Kong dell’Empire State Building sulla 34ma Strada, con Ann aggrappata alla sua schiena» commentano i creatori.
«Il supergorilla che dalla natura selvaggia porta lo shock e la sua forza sovrumana in città è ormai parte dell’immaginario di massa. L’amour fou tra Ann e Kong diventa ancora più moderno in questa versione dove il colore della pelle non conta più.Ma si fonde». La parte robotica, guidata dalla Global Creature Technology, «è un’impresa» osserva il regista Drew McOnie. «Nessuno di noi ha dormito per settimane, tanto è faticoso dar vita a King Kong, grazie a 16 microprocessori, 15 servomotori industriali per le sfumature facciali (gli stessi usati dalla Nasa per i suoi studi su Marte, ndr) e 300 metri di cavi elettrici. Perché assoldare un vero scimpanzé quando puoi avere una banda – io li chiamo così – di voodoo guys che, come degli atleti, battono il petto, muovono la bocca di Kong ed emettono un gigantesco ruggito nel cuore di Broadway?».