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 2018  novembre 14 Mercoledì calendario

Sciacalli intorno ai soldi di Stan Lee

Ora che è morto, a 95 anni, e tutti celebrano i mille talenti di Stan Lee, le sue intuizioni narrative ma anche la sua abilità manageriale, l’Economist gli attribuisce il merito dei 17 miliardi di dollari incassati dai film ispirati ai suoi personaggi. Il fondatore della Marvel Comics anche da morto si prende molti meriti non suoi, come ha fatto da vivo, prima scaricando gran parte anche del lavoro di sceneggiatura sui disegnatori e poi affiancando il suo nome anche alle storie scritte da altri. Il suo contributo attivo nella casa editrice inizia nel 1961 ma finisce già nel 1972, quando lascia il posto di direttore editoriale a Roy Thomas. Quei dieci anni di genio assoluto e spregiudicato fruttano a Lee una ricchezza faraonica. E se si è appropriato anche di denari che sarebbero spettati ai suoi autori delle origini, come Jack Kyrby (morto nel 1994) o Steve Ditko, scomparso questa estate senza essersi mai arricchito pur avendo creato Spider Man, Stan Lee ha espiato le sue colpe con le sofferenze dei suoi ultimi anni.
Dopo la morte della moglie Joan, settant’anni di matrimonio, il vecchio Stan Lee si è trovato a poter contare soltanto sulla figlia unica JC, oggi 67 anni, e su un gruppo di collaboratori che lo hanno spolpato. Come hanno mostrato le inchieste di vari media americani, in particolare il Daily Beast, a Lee sono stati estorti assegni da 300.000 dollari con l’inganno, ha comprato un condominio da 850.000 dollari in California per ragioni poco chiare, da un suo conto corrente sono spariti ben 1,4 milioni di dollari. E uno dei periti che ha dovuto ricostruire le complicate transazioni è Vince Maguire, fratello di Tobey, che ha interpretato Spider Man nei tre film di Sam Raimi.
Non potevano mancare, in tempo di #MeToo, le infermiere che denunciano le molestie senili del loro paziente. Ma difficile fidarsi, visto che sempre il Daily Beast ha raccontato i tentativi di montare false accuse per estorcere denaro all’anziano fumettista. Max Anderson, un ex galeotto diventato guardia del corpo di Stan Lee, prima di essere licenziato avrebbe offerto a un’infermiera soldi per lanciare false accuse contro JC, la figlia di Stan. E intorno alla figlia JC, che ha la fama di shopper compulsiva (con i soldi di papà), gira un personaggio equivoco, Jerry Olivarez, dalla professione incerta (il Daily Beast lo definisce semplicemente “un truffatore”) che sul suo sito web pubblica una foto di Stan Lee e un messaggio di incoraggiamento: grazie al legame con i Lee Olivarez è riuscito ad accedere ai lussi che sognava, spillando soldi alla famiglie e alle società di Stan Lee.
Che a Lee sia stato rubato anche il sangue per firmare copie del fumetto di Black Panther è (forse) una leggenda metropolitana, ma finisce per risultare plausibile visto lo scarso controllo che l’anziano milionario aveva sulla sua vita.
In una delle sue ultime interviste, Lee ha ammesso: “Quando ho scritto tutti quei personaggi i soldi hanno iniziato ad arrivare, avevo bisogno di aiuto ma ho fatto alcuni grossi errori, mi sono fidato di persone di cui non dovevo fidarmi”.
Oggi la parte editoriale della Marvel è in mano a C.B. Cebulski, che sta facendo un grande sforzo di semplificare la barocca struttura narrativa che si è stratificata nei decenni e riportare i personaggi Marvel più vicini alle origini (e alla loro trasposizione cinematografica). Tutta l’attenzione intorno ai supereroi portata dalla morte di Lee assicurererà vendite più alte. L’ultimo regalo di Stan ai suoi personaggi e ai suoi lettori.