Corriere della Sera, 14 novembre 2018
I bambini «Alla lavagna!», una recita scritta (e scritta male)
Tutti lo criticano, ma io l’ho trovato bellissimo. Sto parlando di Alla lavagna!, il programma in cui personaggi famosi del mondo della politica, del giornalismo e dello spettacolo, si sottopongono alle impertinenti domande di una classe di 18 agguerritissimi bambini romani, tra i 9 e i 12 anni (Rai3, dal lunedì al venerdì, ore 20,20).
È toccato a Matteo Salvini, in veste di vicepremier e ministro dell’Interno, inaugurare il felice format importato dalla Francia (Au Tableau!, creato da Caroline Delage e distribuito da Vivendi Entertainment). Che irrispettosi quei bambini! Il primo, una specie di capoclasse, ha chiesto dove fossero spariti i 49 milioni che la Lega si è intascata. Una ragazzina, molto simpatica, gli ha chiesto se non ci fosse una buona dose di cafonaggine nel mostrarsi sempre a torso nudo o a letto con la Isoardi. Un terzo saputello gli ha domandato dei suoi rapporti con Putin.
Magari fosse andata così! Lunedì, sul Corriere Antonio Polito aveva appena scritto sull’indecenza dell’uso politico dei bambini e subito Rai3 lo ha accontentato. Alla lavagna! è un programma tutto scritto, e scritto male. Ai bambini viene chiesto di interpretare domande formulate dagli autori e la recita ha davvero il sapore (se l’ospite è un politico) di regime. Salvini, poi, ci ha messo del suo. A parte l’invito a copiare i compiti (ogni tanto), quando gli è stato chiesto di spiegare la parola «sovranismo» si è incartato e ha detto tali bestialità da ribaltare qualsiasi pedagogia o funzione educativa: «A decidere come si fanno i compiti siete voi!». Comunque abbiamo saputo che Salvini voleva diventare un calciatore, che è stato giornalista (un altro?), che confonde Heather Parisi con Lorella Cuccarini, che è un piacione senza ritegno. La parte più divertente sono stati i titoli di coda, con immagini rubate. Una ragazzina ha detto che Salvini ha la faccia da cuoco. Cucine da incubo!