La Stampa, 13 novembre 2018
Luca Argentero ora fa il cattivo
Nella parte del cattivo dice di trovarsi benissimo, eppure, per spiegare come è fatto Mirko, il rapinatore incapace di Cosa fai a Capodanno?, regia di Filippo Bologna (nelle sale da giovedì), Luca Argentero svela la sua natura vera, quella che più gli appartiene e su cui ha costruito buona parte della carriera: «Mirko è uno senza redenzione, non perde occasione di essere pessimo, va sempre in contrasto con quello che, al suo posto, farei io».
Stavolta si diverte ad essere il peggiore, ma, per molti anni, i registi hanno continuato a vederla nella parte del bel ragazzo, perfetto per le avventure sentimentali. Era stanco del cliché?
«Guardando il mio percorso, il numero delle commedie romantiche è alto, ma è anche vero che ho sempre cercato di alternare i generi, di non fare cose uguali una di seguito all’altra. E così, a poco a poco, sono arrivati personaggi diversi, come quello del Permesso di Claudio Amendola, di Hotel Gagarin di Simone Spada, non a caso diretti da due persone che mi conoscono davvero, al di fuori da quello che sono abituato a fare».
Nella commedia nera di Bologna è il compagno di Ilenia Pastorelli, un tipo poco raccomandabile. Si è divertito?
«Mirko è uno che si prende la libertà di essere cialtrone fino in fondo,mette sempre i suoi interessi al primo posto. Con Ilenia mi sono trovato benissimo, è dotata di un’energia incredibile, riesce a rendere naturali anche battute che, magari, in bocca d altri risulterebbero eccessive. E poi è molto divertente, abbiamo girato a Dobbiaco, in mezzo alla neve che io adoro, ma per lei, romana doc, è stato diverso. Era uno spasso anche vederla andarsene in giro».
La celebrità è arrivata con il «Grande fratello», un marchio da cui era difficile affrancarsi. Sente di essere riuscito nell’impresa?
«Ho 40 anni, non sono uno che ama fare bilanci, però posso dire che nel complesso è andata molto meglio di quello che speravo. A dicembre torno in teatro con uno spettacolo diretto da Edoardo Leo che si intitola È questa la vita che sognavo da bambino?. Ecco, io potrei rispondere di sì».
Quali, fra i suoi sogni, sono diventati realtà?
«Ne avevo soprattutto uno, interpretare un supereroe, e adesso l’ho realizzato, recitando in Copperman, il nuovo film di Eros Puglielli. La vedevo una cosa impossibile, e invece è successa, per me i sogni corrispondono alle prove più complicate».
Qual è il suo supereroe preferito?
«Sicuramente Superman, è quello più umano di tutti, anche quando vola resta sempre Clark Kent. L’altro è Alberto Tomba, mio idolo da sempre».
I suoi prossimi personaggi?
«Sono Leonardo da Vinci nel film d’arte di Sky Inside Leonardo, con la regia di Jesus Garces Lambert. Un’esperienza pazzescamente diversa da quelle fatte finora. E poi, nel film di Michela Andreozzi Brave ragazze, sono il commissario che indaga sulla rapina, mi chiamo Gianni Morandi».
Ha lasciato Roma e ora si divide tra Torino, la città in cui è nato, e l’Umbria. Perché?
«Credo profondamente nella disurbanizzazione, a un certo punto della vita ho sentito la necessità di cambiare, di stare in un luogo più appropriato alla mia età. Nel week end, invece di andare in giro per locali e ristoranti come ho fatto per tanti anni, preferisco abbracciare i miei ulivi, dedicarmi al mio orto, fare l’olio. Il mio è un mestiere basato sulla collaborazione, sto sempre in mezzo alla gente, un po’ di distacco fisico fa piacere».
Che impressione le ha fatto la grande manifestazione di sabato scorso a Torino?
«Mi è parso bello che tanta gente abbia avuto voglia di scendere in piazza per manifestare la propria opinione. E mi è anche sembrata una mobilitazione non strumentalizzata. È chiaro che esiste un nodo critico di consenso, che anche un sindaco giovane, con idee chiare, possa vivere un momento complesso, a cui la città risponde. E comunque quella della Tav è una questione politica e le decisioni politiche seguono una certa linea, su cui si può essere d’accordo o meno».
Si definirebbe una persona soddisfatta?
«Infelice sicuramente no, ho avuto esperienze differenti, come capita a chiunque nella vita. Ma non mi hanno lasciato rimpianti o rimorsi, se sono arrivate è perché doveva andare così. Non sono un tipo rancoroso».