Il Messaggero, 11 novembre 2018
Napoli, donna intubata sommersa da formiche nel letto dell’ospedale
Malasanità, orrore o cos’altro? Di sicuro immagini choc quelle che arrivano dalle corsie del San Giovanni Bosco. Formiche nel letto di una paziente. Ancora un’immagine raccapricciante. Di nuovo l’incubo di insetti che sommergono un’ammalata e ne violano la dignità. Teatro dell’incredibile è l’ospedale della Doganella. Stesse scene viste al San Paolo un anno e mezzo fa. Il video pubblicato sul profilo Facebook del consigliere regionale Francesco Borrelli lascia poco spazio all’immaginazione: in una corsia del reparto di Medicina, al secondo piano del San Giovanni Bosco, una paziente extracomunitaria intubata e incosciente a causa di un ictus ha una parte del corpo, soprattutto il collo, ricoperto di insetti.
Formiche emblema dell’incuria, del degrado, della vetustà di molti ospedali di frontiera in Campania. Ma anche spia delle carenze di controlli al letto dell’ammalato, dove di notte e di giorno entra chiunque portando cibo e altro.
LE ISPEZIONI
Il ministro della Salute, Giulia Grillo, già ieri mattina, dopo aver appreso del caso, ha interessato il competente Nas (Nucleo antisofisticazioni) dei Carabinieri che ha effettuato un’ispezione per acquisire elementi di indagine. «La stanza è stata sigillata, l’area bonificata e i pazienti trasferiti presso altri reparti – spiega il ministro – chiederemo al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, un dettagliato piano di interventi affinché episodi simili non si verifichino più». E anche il governatore ha inviato nell’ospedale il direttore generale per il coordinamento del sistema sanitario regionale, Antonio Postiglione, ed il direttore sanitario centrale dell’Asl Napoli 1, Pasquale Di Girolamo Faraone, per fare luce sulla vicenda. Dalle indagini in corso saranno poi tratte le deduzioni per eventuali provvedimenti. «Le indagini saranno veloci e rigorose» ha detto Postiglione. «Fino a ieri non vi era una situazione simile, sono state avviate tutte le procedure per accertare responsabilità e cause di quanto avvenuto», commenta il direttore sanitario Giuseppe Matarazzo.
LA CREPA NEL MURO
Su una crepa nel muro accanto al lettino su cui la signora era ricoverata si sta concentrando l’attenzione dei Nas e del Nucleo Ispettivo dell’ Asl Napoli 1 che stanno indagando sul caso. Quella potrebbe essere stata la via d’accesso per gli insetti. La somministrazione di una soluzione al glucosio, come avvenuto a marzo del 2017 al San Paolo, potrebbe aver fatto il resto. Carenze strutturali del resto note al San Giovanni Bosco dove piove in alcuni reparti quando è cattivo tempo. Il San Giovanni Bosco è da anni indicato come una trincea dove, tra difficoltà ambientali (i pesanti condizionamenti della criminalità locale), annose e irrisolte carenze strutturali, penuria di personale e lacune organizzative (quel pronto soccorso è l’unico in Campania ancora privo di un filtro che disciplini l’accesso per codici di gravità), è difficile vedere la luce in fondo al tunnel.
Violente le reazioni politiche da tutti i fronti.