Robinson, 11 novembre 2018
Enrico VIII re del tennis
Mi è giunto, mentre mi occupavo casualmente della Cultura dei giovani della Next Generation, un libro di Luca Bottazzi, dal titolo Tennis, sottotitolo 100 Anni di Storie. Dicevo della cultura. Anni fa in America, non si poteva diventare Professionisti nel basket o nel football, se non si iniziava un corso universitario. Ricordo McEnroe, figlio di un grande avvocato, infastidirsi per la costrizione in un’aula, invece della libertà di correre su un campo. I giocatori del Next Generation non si pongono più problemi simili. Si sono specializzati negli autografi. I problemi se li è posti invece Bottazzi, che è stato N. 3 in Italia ai tempi in cui Cancellotti era il N.1, e che insegna allo IULM, Istituto Universitario Milanese, in un corso chiamato Metodologia didattica e Ricerca Motorio-Tennistica.
Comunico altresì a chi fosse interessato che il nome di RITA non è quello di una futura campionessa, ma corrisponde a Research Italian Tennis Association, altra istituzione poco favorevole all’analfabetismo del tennis.
Ma veniamo al libro. La presentazione è di John Newcombe, (7 Grandi Slam, di cui 3 Wimbledon), e dice “nessuno ha mai osservato il gioco partendo così da lontano”, riferendosi probabilmente al Primo Capitolo, chiamato Era pre Lawn Tennis, dagli albori del dodicesimo secolo al Lawn Tennis. Insieme al tennista Newcombe c’è però un altro presentatore meno conosciuto, Richard Hillway, autore di storici libri sul giuoco, che ci dice “Gli appassionati contemporanei sono interessati alle racchette gli autografi, oppure ai selfie dei grandi tennnisti, ma la vera Storia è contenuta nei libri e negli scritti, dove è possibile scoprire Il pensiero dei campioni e gli straordinari segreti del gioco”. Si vede, da questo avvio, che l’Autore definisce con il termine di Era i suoi capitoli, e mi permetto, per meglio chiarire le intenzioni Del Libro, di citarne le Ere. Era Prelawn Tennis, Era Pionieristica, Era Classica Dilettantistica, Era Romantica Dilettantistica, Era Romantica Professionistica, Era Del Separatismo, Era Revisionista, Era Open Neoclassica, Era Open Moderna, Era Open Contemporanea, Conclusione. Definizioni storiche, poco usate in un libro sportivo, ma in questo caso più che adatte alle vicende che, insieme, l’autore e il recensore conoscono.
Io stesso, nell’acquistare in un’asta, un libretto eccessivamente dispendioso quale il Trattato del Giuoco della Palla, di un allora Ignoto Antonio Scaino da Salò, tomista del Duca di Ferrara, e Giocatore del 1552, non sapevo bene chi fosse l’autore, e nello stesso modo non sapevo che, dopo una vita passata sui campi e in redazione, sarei stato ammesso nella Hall of Fame americana di Newport, nella quale anche Bottazzi dovrebbe essere accolto.Troviamo nel libro, oltreché notizie più che interessanti su Tilden, il Federer degli Anni Venti, del quale Bottazzi si era già occupato nel libro Il Codice del Tennis, notizie un poco insolite per un titolo quale Tennis. Siamo in pochi a sapere non solo di Scaino da Salò, ma che alla Sala della Bala del Castello Sforzesco di Milano si affacciasse Leonardo da Vinci. O, ancora, dell’abilità di Carlo V, o di Enrico VIII, per giungere alla sfortunata partecipazione, nel doppio di Wimbledon 1926 di Giorgio VI d’Inghilterra. Un libro, insomma, indispensabile per i veri appassionati di Tennis.