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 2018  novembre 10 Sabato calendario

La forchetta a quattro rebbi contro la forchetta a due rebbi

«Passo molto più tempo di quanto dovrei in cucina, anche se nessuno degli oggetti si sorprende nel trovarmi lì, considerato che sono una gran ficcanaso e mi immischio sempre negli affari altrui. Prendiamo le forchette, per esempio; certo, non sono riuscita a risolvere quell’infelice situazione. Ho due forchette da cucina, una con quattro rebbi e l’altra con due, e la forchetta a quattro rebbi è naturalmente la mia preferita per via della sua affabilità; ha un carattere molto più dolce e malleabile dell’altra, che in originecompletava un set di coltelli per arrosto da pochi soldi, e ritiene che ciò le dia automaticamente accesso alla sala da pranzo.
Le due forchette sono follemente gelose una dell’altra, e mi accorgo che devo trattarle con estrema cautela, cosa che non farei per molti miei amici. Cerco di tenermi fuori dalle loro beghe - chi non avrebbe paura di una forchetta arrabbiata? -, ma finisco sempre per alterare il delicato equilibrio di potere che impedisce loro di saltarsi alla gola. Per esempio, la forchetta a quattro rebbi è quella tradizionalmente usata per strapazzare le uova, ma quella a due rebbi ha la precedenza nella lavastoviglie. Quattro rebbi si vanta del fatto che nessuna due rebbi sa strapazzare bene le uova. Esiste, tuttavia, un sottilissimo confine fra strapazzare e sbattere; superato il quale, il compito spetta di diritto alla frusta a manovella. Quattro rebbi, se cerco di portarla oltre ciò che lei considera il suo giusto e appropriato dovere, mi si affloscia tra le mani.
Poi, naturalmente, come se la mia vita non fosse già abbastanza complicata, quando lascio perdere quattro rebbi e tiro fuori la frusta, quel tipo arcigno si offende a sua volta: mentre cerco di girare la manovella, si contorce come una rigida, disobbediente accozzaglia di metallo. Anche la frusta mi tratta con inutile sarcasmo. A volte ho dovuto smettere di girare l’impasto di una torta per mezz’ora mentre la frusta e la forchetta si calmavano, e almeno in due occasioni ho dovuto spostarle alle estremità opposte del tavolo per impedire loro di avvinghiarsi in una lotta furiosa. E tutto mentre due rebbi se ne sta tranquilla a osservare, commentando che ogni volgare forchetta a quattro rebbi è destinata a cacciarsi in qualche brutto guaio, soprattutto se frequenta le fruste.
Due rebbi è la forchetta designata per il taglio dell’arrosto, e non dimenticherò mai la tensione che si è creata in cucina quando ho cercato sbadatamente di prendere l’arrosto dalla teglia usando quattro rebbi. Ero di fretta, gli ospiti stavano aspettando, la salsa non era pronta, e quattro rebbi era la forchetta più vicina. C’è stato un momento di totale resistenza, poi l’incredula rotazione di quattro rebbi nella mia mano, l’improvviso ticchettio furioso di due rebbi che era in attesa vicino ai fornelli, l’inclinarsi scivoloso della teglia; persino la presina ha esitato. Non c’era nulla da dire, naturalmente. Ero in torto, così ho raccolto l’arrosto dal pavimento, ho scalciato via la teglia impicciona, ho buttatio ostentatamente quattro rebbi nel lavandino e mi sono messa al lavoro con due rebbi, che si è placata ma mi ha tenuto il broncio per diversi giorni».
[Shirley Jackson Paranoia Adelphi, Milano 2018. Traduzione di Silvia Pareschi]