la Repubblica, 8 novembre 2018
Cina, stretta sul karaoke
I karaoke cinesi, uno degli svaghi più amati del Paese, si dovranno tagliare il repertorio. Lo ha stabilito l’autorità nazionale per il copyright, invitandoli a depennare dai loro cataloghi circa 6 mila canzoni per cui non possiedono i diritti, tra un quinto e un decimo di quelle che mettono a disposizione delle stonature dei clienti.
Nella lista degli artisti vietati, per di più, ci sono alcuni degli interpreti di Hong Kong e Taiwan più amati dal pubblico cinese, come Eason Chan e la boy band degli iKon. Un po’ come se a noi italiani ad un tratto vietassero di canticchiare Battisti o Tiziano Ferro. Si capisce perché i proprietari dei Ktv, come si chiamano qui, temano ora di perdere un buon numero di visitatori.