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 2018  novembre 02 Venerdì calendario

Chiambretti, l’antico

In prima, in seconda o in terza serata, ormai Piero Chiambretti sa fare un solo tipo di televisione. Tanto vecchia da affondare le sue origini nel circo equestre, nelle fiere di paese dove un tempo venivano esibite le stranezze della natura. È una televisione assolutamente priva di sfumature, capace solo di attanagliare lo spettatore con stupefazioni baracconesche, con l’esibizione di realtà sfuggenti, ambigue, con strabilianti genericità (Rete4, mercoledì, ore 21,30).
L’idea di fondo di «#CR4 – La Repubblica delle donne» era quello di mostrare l’universo femminile in tutte le sue declinazioni, ma Chiambretti sa solo mostrare se stesso e la sua sfibrata compagnia di giro: Alfonso Signorini, Cristiano Malgioglio vestito da geisha, Amanda Lear (per giocare ancora sulla sua sessualità!), Alessandra Mussolini, in serata particolarmente sgradevole, Iva Zanicchi, Barbara Alberti, Alda D’Eusanio, più altro materiale di risulta televisiva non particolarmente significativo (taccio i nomi di chi non avrei mai voluto vedere).
La televisione del NoTav Chiambretti (che ha reso omaggio a due suoi maestri, la new entry Enzo Trapani e Gianni Boncompagni, dimenticando però l’unico che gli ha consentito di fare buona tv, Bruno Voglino) funziona così. A un personaggio del circo viene mostrato un filmato (contate i «contributi della regia» che Chiambretti ha mandato in onda!); sulla scorta delle immagini partono alcune domande con commento degli astanti.
Poi, altro filmato. Sempre così, per tutta la lunga serata. È una televisione che procede per accumulo e, alla fine, il coacervo di pezzi disparati e disperati sommerge anche il povero Chiambretti cui manca totalmente il physique du rôle del conduttore. E poi, non ci vuole molto a capire, che il programma è totalmente estraneo alla nuova linea editoriale della rete.