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 2018  novembre 02 Venerdì calendario

Anna Camilla Graziano, la prima donna a sapere che la Grande Guerra era finita

La prima persona che ha saputo della vittoria italiana nella Prima guerra mondiale è stata una donna, una torinese. Il suo nome è Anna Camilla Graziano. Allora aveva venticinque anni e da pochi mesi era stata assunta come centralinista negli uffici della neonata società telefonica, che aveva sede proprio a Torino, e che smistava l’intero traffico nazionale.
L’armistizio
Nel pomeriggio del 3 novembre 1918, al termine di alcune giornate febbrili, prese la chiamata in arrivo da Vittorio Veneto. Il richiedente, il generale Armando Diaz, capo di Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano, chiese di parlare con il ministro della Real Casa. Anna Camilla, che capì benissimo l’importanza di quel momento, azionò il pannello di commutazione e mise in contatto i due uomini.
Nella telefonata si comunicava, formalmente, l’avvenuta firma dell’armistizio di Villa Giusti e la vittoria italiana della Grande Guerra sull’Impero austroungarico. Anna Camilla, ascoltando l’intera chiamata, perché doveva controllare che la linea non cadesse, divenne così la prima civile a sapere della fine della guerra.
A raccontare l’inedito episodio sono i pronipoti di Anna Camilla, Valeria e Riccardo Magarelli. La loro bisnonna è morta nel 1981 a quasi novant’anni e non ha mai voluto svelare pubblicamente la sua testimonianza perché fedele a quel patto di riservatezza che aveva garantito verbalmente al suo superiore al momento dell’assunzione.
I fratelli Magarelli oggi vivono a Settimo Torinese, cittadina alle porte di Torino. «Mia bisnonna Anna era una donna decisamente avanti per i tempi – spiega Valeria, psicologa -. Voleva emanciparsi dalla famiglia e rendersi indipendente, anche economicamente». Così accettò quel lavoro per rafforzare un servizio telefonico che durante la Grande Guerra richiedeva eccezionali picchi di lavoro. Le centraliniste dovevano essere diplomate, saper battere a macchina per riportare un messaggio, parlare correttamente italiano e con una buona dizione.
Il Natale
«Questa storia è stata riportata soltanto dopo gli Anni 50 da nostra bisnonna, e ne parlava esclusivamente in famiglia – precisa Riccardo, avvocato penalista -; ancora oggi lo raccontiamo tra di noi in occasione dei pranzi di Natale tra pronipoti». La signorina Camilla, così come molte donne dell’epoca, aveva un fidanzato al fronte, che attendeva impaziente. La fine della guerra per lei non era solo una questione patriottica, era anche il ritorno del suo promesso sposo, con il quale sarebbe convolata a nozze l’anno seguente.
«Lo utilizzerò per raccontare, come una storiella, una celebrazione come quella del 4 novembre ai miei figli – conclude Riccardo -. Sono ancora troppo piccoli per comprendere la Prima guerra mondiale. Quando la loro trisnonna entrò nella storia».