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 2018  novembre 02 Venerdì calendario

Non riesco a innamorarmi dell’arte contemporanea

Gentile signora Zonca,
ho cercato di approfondire lo studio dell’arte contemporanea, volendo capirla e perché no, innamorarmene. Ho cominciato dal Dadaismo. Il ferro da stiro chiodato di Man Ray o la celeberrima «Fontana» di Duchamp. Non proprio entusiasta di queste opere, ho cercato rifugio nella Pop Art ispirata a immagini della società consumistica e che respinge qualsiasi intreccio concettuale. Ma non sono riuscito a innamorarmi né della «Compression» di César, né della «Donna reggisedia» di Allen Jones.
E allora? Forse sarei stato rapito dall’arte informale di Burri? Dal cinetismo di Tinguely? Dalla Land Art di Christo? O dal concettualismo di Kosuth? Forse, dal graffitismo di Haring? Dalla Transavanguardia o mi sarebbero piaciuti Gilbert & George che consideravano il loro corpo come un’opera d’arte? Purtroppo nulla mi ha fatto innamorare. E, soprattutto, non ho percepito il messaggio. Allora, dov’è l’arte, nella «Primavera» di Botticelli o nella «Merda d’artista» di Manzoni? Esiste l’arte assoluta, eterna e oggettiva, o è sempre soggettiva e vincolata alle mode? Se tra mille anni qualcuno che non sapesse nulla di storia dell’arte, scavando tra le rovine trovasse la «Vocazione di San Matteo» di Caravaggio e «Chopin’s Waterloo» di Arman, quale riterrebbe essere un’opera d’arte? Dal mio punto di vista la domanda è retorica. Ma potrei sbagliarmi.
Michele Massa – Bologna


Gentile signora Zonca,
ho cercato di approfondire lo studio dell’arte contemporanea, volendo capirla e perché no, innamorarmene. Ho cominciato dal Dadaismo. Il ferro da stiro chiodato di Man Ray o la celeberrima «Fontana» di Duchamp. Non proprio entusiasta di queste opere, ho cercato rifugio nella Pop Art ispirata a immagini della società consumistica e che respinge qualsiasi intreccio concettuale. Ma non sono riuscito a innamorarmi né della «Compression» di César, né della «Donna reggisedia» di Allen Jones.
E allora? Forse sarei stato rapito dall’arte informale di Burri? Dal cinetismo di Tinguely? Dalla Land Art di Christo? O dal concettualismo di Kosuth? Forse, dal graffitismo di Haring? Dalla Transavanguardia o mi sarebbero piaciuti Gilbert & George che consideravano il loro corpo come un’opera d’arte? Purtroppo nulla mi ha fatto innamorare. E, soprattutto, non ho percepito il messaggio. Allora, dov’è l’arte, nella «Primavera» di Botticelli o nella «Merda d’artista» di Manzoni? Esiste l’arte assoluta, eterna e oggettiva, o è sempre soggettiva e vincolata alle mode? Se tra mille anni qualcuno che non sapesse nulla di storia dell’arte, scavando tra le rovine trovasse la «Vocazione di San Matteo» di Caravaggio e «Chopin’s Waterloo» di Arman, quale riterrebbe essere un’opera d’arte? Dal mio punto di vista la domanda è retorica. Ma potrei sbagliarmi.
Michele Massa – Bologna


Gentile signora Zonca,
ho cercato di approfondire lo studio dell’arte contemporanea, volendo capirla e perché no, innamorarmene. Ho cominciato dal Dadaismo. Il ferro da stiro chiodato di Man Ray o la celeberrima «Fontana» di Duchamp. Non proprio entusiasta di queste opere, ho cercato rifugio nella Pop Art ispirata a immagini della società consumistica e che respinge qualsiasi intreccio concettuale. Ma non sono riuscito a innamorarmi né della «Compression» di César, né della «Donna reggisedia» di Allen Jones.
E allora? Forse sarei stato rapito dall’arte informale di Burri? Dal cinetismo di Tinguely? Dalla Land Art di Christo? O dal concettualismo di Kosuth? Forse, dal graffitismo di Haring? Dalla Transavanguardia o mi sarebbero piaciuti Gilbert & George che consideravano il loro corpo come un’opera d’arte? Purtroppo nulla mi ha fatto innamorare. E, soprattutto, non ho percepito il messaggio. Allora, dov’è l’arte, nella «Primavera» di Botticelli o nella «Merda d’artista» di Manzoni? Esiste l’arte assoluta, eterna e oggettiva, o è sempre soggettiva e vincolata alle mode? Se tra mille anni qualcuno che non sapesse nulla di storia dell’arte, scavando tra le rovine trovasse la «Vocazione di San Matteo» di Caravaggio e «Chopin’s Waterloo» di Arman, quale riterrebbe essere un’opera d’arte? Dal mio punto di vista la domanda è retorica. Ma potrei sbagliarmi.
Michele Massa – Bologna•••
Gentile signor Massa,
tanti flirt e non si è mai innamorato, forse perché si è applicato e con le passioni non funziona mai. Il fascino va subìto, mi spiace. Non c’è modo di entrare con cautela in una relazione. Non si è innamorato perché lo era già, di Caravaggio e di Botticelli e nella sua testa lei non li vuole affatto tradire, cerca la prova che nessuno vale quanto loro. Ha esplorato senza lasciarsi toccare, si è mosso tra le correnti con il libro delle istruzioni e non c’è nulla di male. Vale avere occhi solo per ciò che può riconoscere, per un talento (travolgente) che può certificare. Magari non esiste un’opera contemporanea che può conquistarla. Solo che l’arte non sfugge al tempo, lo supera, gli resiste però si porta sempre dietro il motivo per cui è nata. È il suo senso. Quindi il giudizio «senza sapere nulla» è idealmente possibile ma non scommetterei sul risultato. I contemporanei rifiutavano Caravaggio: era troppo vero. Lo stesso motivo per cui lei ne è innamorato. L’arte e il tempo hanno un rapporto tutto loro, troppo intimo e infinito per noi umani.

Gentile signor Massa,
tanti flirt e non si è mai innamorato, forse perché si è applicato e con le passioni non funziona mai. Il fascino va subìto, mi spiace. Non c’è modo di entrare con cautela in una relazione. Non si è innamorato perché lo era già, di Caravaggio e di Botticelli e nella sua testa lei non li vuole affatto tradire, cerca la prova che nessuno vale quanto loro. Ha esplorato senza lasciarsi toccare, si è mosso tra le correnti con il libro delle istruzioni e non c’è nulla di male. Vale avere occhi solo per ciò che può riconoscere, per un talento (travolgente) che può certificare. Magari non esiste un’opera contemporanea che può conquistarla. Solo che l’arte non sfugge al tempo, lo supera, gli resiste però si porta sempre dietro il motivo per cui è nata. È il suo senso. Quindi il giudizio «senza sapere nulla» è idealmente possibile ma non scommetterei sul risultato. I contemporanei rifiutavano Caravaggio: era troppo vero. Lo stesso motivo per cui lei ne è innamorato. L’arte e il tempo hanno un rapporto tutto loro, troppo intimo e infinito per noi umani.