ItaliaOggi, 31 ottobre 2018
Diritto & Rovescio
L’unico candidato credibile alla segreteria del Pd, Nicola Zingaretti, ha presentato il suo programma. Non è colpa sua: ma è il solito programma. Pieno di impegni altisonanti, moralmente gratificanti, ma contemporaneamente impalpabili. Cipria ideologica. Ovviamente propone un nuovo tipo di sviluppo, basato sull’equità (ettepareva!). Si impegna alla ricostruzione del tessuto produttivo e a uno sviluppo ecologico. Non si impegna a piantare obbligatoriamente ogni anno un albero o a realizzare un metro di pista ciclabile ogni cento abitanti, o a far pagare le tasse alle multinazionali, o a consegnare la carta di identità nel giro di 24 ore e direttamente a casa (come farebbe Amazon, il che dimostra che è possibile), o ad assicurare ai bambini fin dalla scuola materna l’apprendimento dell’inglese da parte di gente che lo sa (sarebbe ovvio ma in Italia non lo è) per evitare che i più poveri siano sicuramente tagliati fuori dallo sviluppo fin dalla più giovane età. E così via. Con impegni concreti, verificabili, esigibili.