Il Messaggero, 31 ottobre 2018
Esistono gli obesi dentro
Apparentemente longilinei, in realtà obesi dentro: è la situazione paradossale che si stima riguardi circa sei milioni di italiani. Tanti sono coloro che, pur essendo magri, hanno un metabolismo simile a quello di chi è in sovrappeso, ossia caratterizzato da un accumulo di depositi di grasso nel sangue o nel fegato. A mettere in guardia sono gli esperti della Società italiana di medicina interna (Simi), in occasione del congresso nazionale che si è appena svolto a Roma. «I magri metabolicamente obesi – spiega Franco Perticone, presidente della Simi – possono nascondere gli stessi problemi di quelli con soprappeso», in particolare, il fegato grasso, o steatoepatite non alcolica (Nash), che può predisporre allo sviluppo di malattie croniche come la cirrosi e il tumore del fegato.
I FARMACI«Diversi fattori influenzano questa condizione aggiunge – dalla genetica allo stress, dalla mancanza di movimento all’eccesso di carboidrati». Adottare corretti stili di vita può far regredire almeno in parte la steatosi. Ma non basta. In alcuni casi «servono farmaci in grado di mettere ko questo killer silente del fegato» e «in grado di prevenire la progressione verso la cirrosi epatica». Farmaci non ancora disponibili, ma che lasciano ben sperare. Fra le «molecole più promettenti ci sono gli attivatori del recettore Fxr, il principale regolatore della sintesi degli acidi biliari».