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 2018  ottobre 31 Mercoledì calendario

Cassa Depositi e Prestiti compra villaggi nel Salento

milano Cassa depositi e prestiti insiste nella strategia di espansione nel turismo. Una scelta che risale abbastanza indietro nel tempo, con l’ingresso nel 2014 nella Rocco Forte hotel. E che si è rafforzata negli anni, dopo il decreto ministeriale del 2016 che ha ampliato l’azione della Cassa, con il risparmio postale, proprio al settore turistico e alberghiero. Ma, nel tempo, le soluzioni individuate non sono state sempre immuni da critiche. L’ultima mossa, ieri, è stata l’acquisizione di Blu Salento Village, una struttura basata a Sant’Isidoro, rilevata da Blu hotels per 23 milioni, che ne ha contestualmente rilevato la gestione della struttura con un contratto trentennale. A realizzare l’operazione è stato il Fit, Fondo investimenti turismo, il cui unico quotista per ora è la Cassa. Il Fondo è promosso da Cdp investimenti sgr, in cui coabitano Cdp, con il 70%, insieme all’Abi e all’Acri, che hanno il 15% a testa. A questo punto il Fit ha un portafoglio- villaggi costituito da sei strutture, per un totale di circa 1850 stanze. Il Fondo ha investito 110 milioni ( su una dotazione di 250) con uno shopping partito a metà del 2017. Allora, in rapida successione, il Fit ha acquisito tre villaggi Valtur ( Pila, Marilleva e Ostuni) all’epoca controllati dalla Investindustrial di Andrea Bonomi e due villaggi ( Marina di Pisticci- Matera e Sibari) da Th resorts. Spendendo, in tutto 92 milioni, di cui 27 di investimenti programmati. Th resorts, di cui Graziano Debellini è presidente e fondatore (era stato presidente della Compagnia delle opere a fine anni Ottanta) è legata a doppio filo con la Cdp: nell’agosto 2017 la Cassa, attraverso Cdp Equity, ha acquisito il 46% di Th Resorts attraverso un aumento di capitale dedicato, immettendoci 20,4 milioni. L’estate scorsa, invece, a valle della richiesta di concordato liquidatorio da parte di Valtur, Cdp ha dato la gestione dei tre villaggi a Th Resorts. Sempre con Cdp equity, attraverso Fsi investimenti, la Cassa ha anche il 23% di Rocco Forte hotel, una partecipazione presa nel novembre del 2014 con un investimento pari a 76 milioni di euro. La presenza nel settore insomma è ampia, ma è stata spesso oggetto di critiche (e di interrogazioni parlamentari). Difficile misurarne le sorti economiche, anche perché il Fit è un fondo riservato e non si sa quanto renda, mentre spesso è stata sottolineata la difficoltà di ritrovare una coerenza nelle scelte e nei criteri di selezione delle partecipazioni. Ad esempio la decisione originaria di investire in una società estera come Rocco Forte, nonostante la sua presenza in Italia, all’epoca aveva sollevato molti dubbi. Così come è stata fonte di non pochi mal di testa interni la vicenda Valtur, sebbene si sia conclusa bene per la Cassa, visto che i villaggi sono stati prontamente affittati, dopo il concordato. Ma a suo tempo la scelta di comperare gli immobili da Bonomi, solo un anno dopo che questi li aveva rilevati da Prelios, aveva sollevato perplessità. È possibile che nel prossimo piano industriale che verrà presentato a fine novembre da Francesco Palermo trovi spazio anche un riassetto di queste partecipazioni: ad esempio la quota