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 2018  ottobre 30 Martedì calendario

Le nozze borghesi della principessa Ayako

Per il «trono del crisantemo» è una piccola rivoluzione. Mai a una principessa imperiale era stato concesso di mantenere titoli onorari dopo esser uscita dal palazzo, sposando un borghese: quel che ha fatto ieri Ayako, figlia della principessa Hisako e dello scomparso principe Takamado, cugino dell’imperatore Akihito.
Una rivoluzione dettata dalla necessità, una concessione alle ferree regole di Corte, suggerita da un ragionamento di quotidianità. Se sempre più principesse decidono di scambiare la libertà del cuore con titoli e onori, chi più si farà carico dei Royal engagements? Ogni anno sono 200 gli impegni che spettano solo all’imperatore. E gli esponenti della casa imperiale, con le «fughe» sentimentali, si sono andati assottigliando: dopo il sì di Ayako (che sarà seguito dalle nozze borghesi di Mako nel 2020) scenderanno a 17 (12 donne).
Ecco spiegata forse la scelta di infrangere un tabù e concedere ad Ayako, 28 anni, che ha detto sì a Kei Moriya, 32 anni, impiegato della compagnia di shipping Nippon Yusen, di continuare a rappresentare come honorary patron la Canada-Japan Society e la Japan Sea Cadet Federation. Ayako, che ha raccolto il testimone delle due presidenze dalla madre Hisako (il Cupido in questa storia, visto che è stata lei ad aver fatto incontrare i due ragazzi un anno fa), ha studiato in Canada. Un percorso di studi internazionale che l’accomuna allo sposo, cresciuto a Parigi prima di studiare in Svizzera e Regno Unito per poi laurearsi alla Keio University di Tokyo.
Per il regolamento di palazzo, la principessa, che dicendo sì a un borghese lascia la Famiglia imperiale, riceverà un indennizzo una tantum di 107 milioni di yen (circa 840 mila euro). Intanto lei, raggiante, ha detto che suo padre «sarebbe stato felice di queste nozze».E dire che le ultime settimane le hanno riservato un tour de force di rituali antichi come il Kokki no Gi, l’annuncio da parte di un messaggero dello sposo, della data del sì. Lei, sorridente – in un abito color salmone che per la Imperial Household Agency era lo stesso indossato dalla madre al fidanzamento con il principe Takamado – ha riposto con la formula di rito: «Vorrei accettare l’offerta con gratitudine».
E la tradizione del Trono del Crisantemo si è vista tutta al rito del Choken no Gi, quando Ayako, vestita di bianco con il diadema e i simboli dei titoli che le spettano, è comparsa (per dire addio) davanti ad Akihito assistito dall’imperatrice Michiko, la prima commoner, nata Michiko Soda, a entrare nel «cerchio» imperiale. La prima a volere una cucina privata per cucinare i pasti in famiglia.
Oggi, dopo lo scambio di promesse al Meiji Shrine di Tokyo, davanti a una trentina di membri della famiglia imperiale – lei con i rituali pantaloni hakama e i capelli acconciati nello stile osuberakashi, lui con un cappello a cilindro che pare sia appartenuto a Takamado, padre della sposa – li attende il banchetto al New Otani hotel. Con la principessa Masako e l’erede al trono Naruhito pronto a raccogliere il testimone da Akihito che dovrebbe ritirarsi a vita privata il 30 aprile 2019.
E se il permesso accordato ad Ayako di mantenere le due presidenze è una rivoluzione, è solo l’inizio: alla legge che consente l’abdicazione dell’imperatore è stata collegata una risoluzione che invita il governo ad avviare l’aggiornamento delle regole di successione. Per schiudere, in futuro, le porte della successione anche alle principesse «in fuga», per amore.