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 2018  ottobre 26 Venerdì calendario

Il karaoke botanico dell’ortensia. Più di 600 specie, un vero festival dei fiori

Che noialtri italiani si scriva di piante non è una novità, anzi capita spesso e forse anche troppo. Ormai raccontarsi attraverso il proprio giardino va per la maggiore e con quel filo di compassata modestia di chi si ritiene dedito solo alle concretezze della terra ma non sa poi resistere alle lusinghe della carta stampata. Introiezioni più o meno facili aleggiano nell’aria, mentre di testi che siano scientifici senza per forza provenire dall’accademia se ne pubblicano ben pochi al giorno d’oggi e purtroppo sempre meno. Testi come quelli celebri della Royal Horticultural Society per intenderci, che sanno scandagliare generi e varietà con precisione millimetrica ma non per questo risultano pedanti o asettici. Riescono anzi a coniugare rigore botanico e praticità giardiniera, diventando uno strumento di altissimo profilo alla portata di tutti. Le fotografie poi non sono soltanto un corredo più o meno decoroso, ma uno strumento indispensabile e puntuale per l’identificazione delle specie.
L’esempio britannico
Ricordo bene la prima volta che visitai Wisley, il giardino della Rhs nel Surrey: allo stupore botanico fece ben presto eco quello bibliofilo e tra l’irrinunciabile Hillier e una pila di piccole monografie su felci, ellebori, ciclamini e così via tornai a casa esterrefatto di questa nuova possibilità, tipicamente inglese, di insegnare sui libri a far giardino in modo empirico e sistematico al contempo. Da allora la situazione non è poi così cambiata e una simile letteratura è rimasta per lo più appannaggio d’oltremanica o almeno d’oltralpe, ma ecco che finalmente sembra arrivata la nostra rivincita. Il libro delle ortensie e delle idrangee (rigorosamente e orgogliosamente indicate in italiano, senza h), scritto da Eva Boasso Ormezzano e con le fotografie di Dario Fusaro, appartiene esattamente al filone di cui sopra: è un’enciclopedia agile e compatta che contiene tutto lo scibile in materia.
Festival dell’identikit
Per capirlo basta anche solo un’occhiata veloce: nessuna introduzione che elogi gli intenti degli autori, si passa subito al dunque, persino l’indice viene relegato all’aletta di copertina dove fa bella mostra di sé anche un utilissimo righello in centimetri e in pollici, sommo e pratico gesto giardiniero. Il libro si apre con una sintetica storia della nomenclatura, seguono la classificazione (lo schema non è affatto scontato, ma il punto di arrivo di una ricerca complicata e controversa) e generali ma importantissimi consigli di coltivazione. Tutto il resto, più di 600 pagine, è occupato dalle schede delle differenti varietà, suddivise per specie. Un vero festival dell’identikit, un sapiente karaoke botanico talmente ben fatto e talmente rastremato da diventare essenziale e adatto a tutti i palati. Ogni scheda ha un linguaggio semplice, chiaro e asciutto ed evita incursioni personalistiche che garantiscono la scientificità del lavoro. 
Il taglio è volutamente giardiniero, frutto di un’esperienza diretta che è il vero valore aggiunto del libro e che è il risultato di un’appassionata caccia per ortensie un po’ in tutta Europa e non solo, dalle collezioni più famose agli esemplari misconosciuti e dimenticati trovati in qualche vecchia cascina. Eva Boasso è d’altronde ben nota, così come l’attento e bravissimo Dario Fusaro: i suoi primi piani sono fondamentali per capire e scaturiscono da una collaborazione diretta e mirata con l’autrice. 
Il Castello di Masino
Grande merito va alla Libreria della Natura, che si avventura con coraggio in un genere che potrebbe essere ancora azzardato in Italia. Per fortuna sembra che non sia così: alla Due Giorni per il Giardino al Castello di Masino, lo scorso fine settimana, il manuale è stato presentato per la prima volta, freschissimo di stampa, e accolto con grande entusiasmo dal pubblico.
I tempi sempre un po’ imprevedibili di pubblicazione ci hanno permesso l’anteprima, ma non (come sarebbe stato bello) un coordinamento con le ortensie del vivaio Borgioli Taddei, pur presente in mostra. Peccato perché le due cose vanno sicuramente a braccetto e sono espressioni, ognuna nel suo campo, della stessa idea, dello stesso impegno, della medesima purezza di intenti. Il libro delle ortensie e delle idrange
e è un libro fresco ed attraente, molto più moderno e pop di quanto uno può pensare, soprattutto con un argomento come l’ortensia che come niente può «girare» in una sdolcinata e stucchevole torta della nonna...