Sono passati trent’anni da quando Enzo Tortora ipnotizzava il pubblico col suo programma che ne conteneva tanti. Da domani su Rai 1 tornano il pappagallo (che in realtà è femmina e si chiama Enrica), le telefoniste guidate da Carlotta Mantovan, la moglie di Fabrizio Frizzi (all’epoca di Tortora c’era "sua soavità" Renèe Longarini), l’inviato Paolo Conticini. Primi ospiti Arisa e Carlo Verdone.
Operazione nostalgia riveduta e corretta, con al centro lei, la migliore amica delle paillettes, l’ex signora della Prova del cuoco, la regina del Treno dei desideri e del Festival di Sanremo «felice di raccogliere un’eredità importante, in un momento della mia vita particolare, in cui è davvero cambiato tutto».
Lo considera l’anno della svolta?
«Sicuramente. La vita è ricominciata grazie a Vittorio (Garrone, ndr) il mio compagno, con lui ho recuperato l’anima campagnola. Un uomo speciale: il primo regalo è stata una clessidra, perché prendessi il mio tempo».
Una scena dafilm.
«Viviamo ad Arquata Scrivia vicino Alessandria, in una casa nel bosco, ci sono i cinghialotti, i cani, la serra, l’orto. Mi rigenero. Mia figlia Maelle frequenta una scuola pubblica a Novi Ligure che ricorda la mia a Legnano. Mi auguro che studi.
Perché la cultura è libertà».
Sembra diventata una signora di campagna, ma in realtà è protagonista del sabato di Rai 1.
«Amo la tv, il mio ego lo esprimo davanti alle telecamere ma sono tornata alle radici. Dopo i 50 anni non puoi permetterti di rimandare, la vita è qui e adesso. La stessa cosa che penso di Portobello, una scelta di pancia, rischiosa. Se non fai scelte così alla mia età non le fai più».
La spaventa il confronto con Enzo Tortora?
«Moltissimo. Ma ho incontrato le sue figlie, Gaia e Silvia, due donne speciali e mi sono sentita rassicurata. Dovevamo prendere un caffè, siamo rimaste a parlare ore. Da genitore capisci quando dai l’imprinting, lasci il marchio della tua persona: Enzo l’ha conferito alle figlie».
Cosa vi siete dette?
«Cose che tengo per me. Mi hanno affidato il programma, si sono fidate. So che Portobello è il più difficile che andrò a condurre, non a caso non è mai stato rifatto».
Parliamo del pappagallo.
«Quello originale non c’è più purtroppo. Lo sappiamo perché il fornitore del nuovo pappagallo è lo stesso. Amo gli animali. In studio ci sono la sua "mamma" e il veterinario. Nessuna polemica».
Cosa l’ha convinta?
«Il fatto di avere un rapporto diretto con la gente, che mi mancava dal tempo del Treno dei desideri e che ho sviluppato con La prova del cuoco. Il people show è un mondo che mi appartiene, il vip mi mette soggezione».
A proposito della "Prova del cuoco", Elisa Isoardi ha replicato a certe sue critiche su "Sorrisi" sottolineando che lei è consulente. Come la mettiamo?
«Io faccio il tifo per Elisa Isoardi, non ho nulla contro di lei. Ho parlato con il cuore, non voglio essere polemica con una trasmissione che mi porto dentro. Sono consulente e do le mie opinioni sul programma, che vengano ascoltate o meno».
Le manca "La prova del cuoco"?
«Oggi no. Il pubblico mi ascoltava, sentivo l’affetto. Mi manca la quotidianità di raccontare e di raccontarmi: più che un cooking show era un salotto, ero una di famiglia. Ma ho sentito di dover lasciare, diventavo ripetitiva. A Portobello ritroverò il pubblico. La cucina? Al massimo potrei girare un docufilm a casa mia».
Fa televisione: ma la guarda?
«Ne guardo tanta, devo essere informata. X Factor è fatto benissimo, Cattelan mi piace, sa mediare, ha uno stile suo. Sky ha un suo mondo, il problema degli ascolti è nostro. Ale è di Tortona, gli ho chiesto consigli quando ho traslocato e abbiamo parlato anche di tv. Io sono cresciuta con la tv generalista, con la diretta. Mi ha detto: "Saresti pronta a camminare per strada con la gente che ti chiede: non fa più televisione?"».
Lo sarebbe?
«No. Poi come Totti sono fedele a una maglia. La tv generalista è viva.
Lei parla dei social, ma nei piccoli centri è pieno di collezionisti e inventori che non li usano proprio.
In Italia esiste la provincia con i suoi personaggi singolari. Mi creda, in televisione si possono ancora cercare moglie o marito, compagni di scuola persi di vista».
Ammetterà, non è una tv per giovani.
«I giovani escono, fanno altro, parlerò a un pubblico più anziano ma mi piacerebbe acchiappare i ragazzini che la sera non escono. Io da piccola guardavo Portobello ».
Fa tv da una vita: come resiste?
«Ricordo il consiglio di Maurizio Costanzo: "Se vuoi durare nel tempo devi apparire il meno possibile nelle cronache mondane"».
Cosa la spaventa?
«Il fatto che siamo iperprotettivi coi figli e non li facciamo sbagliare. E mi fa paura la sofferenza del bosco, le foglie che non cadono. Stiamo distruggendo tutto».